
La colpa di questi allarmi (falsi) era dovuta proprio ai botti di capodanno. Un inizio anno avviatosi con diverse chiamate pervenute al 112 dei Carabinieri del comando Provinciale di Reggio Emilia anche per liti in locali pubblici (persone ubriache che disturbavano i clienti), tra vicini di casa (chiamate per esplosioni di petardi che volutamente venivano fatte esplodere nel cortile del vicino di casa) e tra familiari all’interno delle mura domestiche (una ragazza aggressiva con la madre, un uomo che ha chiuso la porta a chiave con l’intento di impedire alla moglie, uscita con il figlio, di entrare a casa).
In tutti i casi l’escandescenza tra le persone coinvolte è stata ricondotta all’uso smodato di bevande alcoliche. Telefonate sono giunte anche da alcuni cittadini che hanno chiamato lamentandosi per l’esplosione dei fuochi d’artificio. Numerose anche le telefonate da parte di chi ha voluto fare semplicemente gli auguri ai Carabinieri reggiani ringraziandoli per il lavoro quotidianamente svolto. Negli ospedali della provincia, secondo quanto accertato dai carabinieri, non hanno ricorso alle cure mediche persone ferite dallo scoppio di petarsi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno.

