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In un libro gli scavi di Palazzo Busetti e Piazza della Vittoria a Reggio Emilia

Gli scavi effettuati tra il 2010 e il 2015 nel centro storico di Reggio Emilia, e in particolare quelli in piazza della Vittoria, a palazzo Busetti e in via del Carbone, motivati da importanti interventi di riqualificazione urbana, hanno offerto agli archeologi la straordinaria opportunità di indagare in maniera estensiva il tessuto urbano antico. Non accadeva dai primi anni ’80, dal tempo del grande cantiere del Credito Emiliano dove aveva sede il foro di Regium Lepidi, e difficilmente potrà accadere di nuovo, vista l’indisponibilità di aree altrettanto vaste. Queste ricerche, unite alle straordinarie scoperte effettuate nella cripta della Cattedrale e alle altre indagini archeologiche condotte in ambito urbano negli ultimi anni, hanno apportato sostanziali elementi di novità per la conoscenza della città antica.

Di tutto questo si è voluto dar conto ai reggiani e al più vasto pubblico con una serie di iniziative culminate nella mostra “Lo Scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città” (8 aprile-3 settembre 2017) e proseguite con l’esposizione “On the road. La via Emilia, 187 a.C. – 2017”, legata alle celebrazioni dei 2200 anni lungo la via Emilia, e con altre iniziative collaterali nelle sedi del Museo diocesano e del Credem che hanno portato a ripensare alla “buona strada” della Via Emilia quale origine e motore della storia cittadina.

Vista la complessità dei cantieri e gli inevitabili disagi da essi determinati, l’Amministrazione comunale ha ritenuto doverosa un’immediata restituzione alla comunità dei risultati delle ricerche archeologiche che vengono ora presentate in modo organico e divulgativo nel volume La città che si rinnova. Gli scavi di Palazzo Busetti e di Piazza della Vittoria a Reggio Emilia, curato dagli archeologi Marco Podini e Anna Losi. La pubblicazione restituisce alla comunità forse il frutto più importante –immateriale e perpetuo– di interventi di questo tipo: la conoscenza più approfondita del nostro passato e delle nostre radici. Grazie all’apporto di diverse competenze e all’osservazione di ampi spaccati cronologici in più settori urbani, i curatori hanno ricostruito la storia -o forse più “storie”- della città, dei suoi abitanti e dei suoi monumenti, dalle origini ai nostri giorni.

In virtù di questi studi oggi sappiamo che nel II sec. a.C. a Reggio Emilia si beveva vino greco proveniente dall’isola di Rodi, che almeno uno degli acquedotti rinvenuti nell’area dell’ospedale portava acqua a un edificio termale posto sulla via Emilia (rinvenuto sotto Palazzo Busetti), che una strada obliqua frequentata almeno fino al V secolo d.C. partiva direttamente dalla via Emilia modificando l’assetto del comparto urbano nord-occidentale della città, che nell’area di Piazza della Vittoria sorgeva un altro importante quartiere residenziale e che nel medioevo la città era popolata di torri e punto di convergenza di maestranze di scuola antelamica.

Il volume è articolato in quattro sezioni, le prime tre con ordinamento cronologico e la quarta dedicata ai più recenti e aggiornati metodi della ricerca archeologica.

Il volume è pubblicato da Grafiche Step editrice (Parma, 2018) grazie al finanziamento di Gigli Costruzioni srl, Fontanili Srl, Pellicciari Srl e Siria Ceramiche Srl.

Per info http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/re_2018_presentazione_volume.htm