
Di tutto questo si è voluto dar conto ai reggiani e al più vasto pubblico con una serie di iniziative culminate nella mostra “Lo Scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città” (8 aprile-3 settembre 2017) e proseguite con l’esposizione “On the road. La via Emilia, 187 a.C. – 2017”, legata alle celebrazioni dei 2200 anni lungo la via Emilia, e con altre iniziative collaterali nelle sedi del Museo diocesano e del Credem che hanno portato a ripensare alla “buona strada” della Via Emilia quale origine e motore della storia cittadina.
Vista la complessità dei cantieri e gli inevitabili disagi da essi determinati, l’Amministrazione comunale ha ritenuto doverosa un’immediata restituzione alla comunità dei risultati delle ricerche archeologiche che vengono ora presentate in modo organico e divulgativo nel volume La città che si rinnova. Gli scavi di Palazzo Busetti e di Piazza della Vittoria a Reggio Emilia, curato dagli archeologi Marco Podini e Anna Losi. La pubblicazione restituisce alla comunità forse il frutto più importante –immateriale e perpetuo– di interventi di questo tipo: la conoscenza più approfondita del nostro passato e delle nostre radici. Grazie all’apporto di diverse competenze e all’osservazione di ampi spaccati cronologici in più settori urbani, i curatori hanno ricostruito la storia -o forse più “storie”- della città, dei suoi abitanti e dei suoi monumenti, dalle origini ai nostri giorni.
In virtù di questi studi oggi sappiamo che nel II sec. a.C. a Reggio Emilia si beveva vino greco proveniente dall’isola di Rodi, che almeno uno degli acquedotti rinvenuti nell’area dell’ospedale portava acqua a un edificio termale posto sulla via Emilia (rinvenuto sotto Palazzo Busetti), che una strada obliqua frequentata almeno fino al V secolo d.C. partiva direttamente dalla via Emilia modificando l’assetto del comparto urbano nord-occidentale della città, che nell’area di Piazza della Vittoria sorgeva un altro importante quartiere residenziale e che nel medioevo la città era popolata di torri e punto di convergenza di maestranze di scuola antelamica.
Il volume è articolato in quattro sezioni, le prime tre con ordinamento cronologico e la quarta dedicata ai più recenti e aggiornati metodi della ricerca archeologica.
Il volume è pubblicato da Grafiche Step editrice (Parma, 2018) grazie al finanziamento di Gigli Costruzioni srl, Fontanili Srl, Pellicciari Srl e Siria Ceramiche Srl.
Per info http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/re_2018_presentazione_volume.htm

