
Secondo i dati Istat le malattie respiratorie rappresentano in Italia la terza causa di morte per gli uomini, con 77,1 morti per 100 mila abitanti mentre per le donne la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti. Tra le regioni italiane con maggiori decessi emerge l’Emilia Romagna (3.612).
Per quanto riguarda la situazione in Europa le malattie respiratorie rappresentano, dopo le malattie del sistema circolatorio e i tumori, la terza principale causa di morte nell’Unione Europea (Dati Eurostat), con una media di 83 decessi per 100 000 abitanti nel 2013.
In Regione Emilia-Romagna è stata fatta una valutazione e il monitoraggio dell’assistenza ai pazienti affetti da BPCO, nel quale risulta che questi pazienti, con età ≥ 45 abbia effettuato almeno un ricovero, nell’anno di misurazione (o nei 5 precedenti), con diagnosi di BPCO (Bronchite, Non Specificata Se Acuta O Cronica, Bronchite Cronica, Enfisema, Bronchiectasie, Ostruzioni Croniche Delle Vie Respiratorie, Non Classificate Altrove). Da tutto ciò emerge che la prevalenza, in Emilia-Romagna, di pazienti affetti da BPCO (circa 100.000) è di circa 26 ogni 1.000 assistiti dai medici di medicina generale (nel 2017) con una variabilità compresa fra il 22,9 a Modena e il 30,4 a Bologna (dati che possono essere trovati, distinti per distretto e anche per singolo nucleo di cure primarie di medicina generale, al link http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps).
Gli indicatori di qualità, come i trattamenti potenzialmente inappropriati, le cosiddette “condizioni sensibili al trattamento ambulatoriale”, presentano numeri molto bassi (0.8 per 1000 pazienti) e variano da uno 0.4 nella provincia di Reggio-Emilia fino ad uno 0.8, quasi ovunque, nell’attuale Azienda USL della Romagna.
Sempre per quanto riguarda le Regione Emilia-Romagna, la percentuale dei pazienti con almeno una visita corrisponde al 26% e con almeno una spirometria al 15%. L’aderenza è al 27%, con delle punte fino al 31,3% in Romagna, ma mediamente i pazienti che si sono recati almeno una volta, nel trimestre, in farmacia a prendere i farmaci per la BPCO è inferiore al 30% a livello regionale.
In merito ai costi, su 100.000 pazienti considerati, hanno ricevuto per BPCO 16.145 ricoveri nel 2017 con una spesa di 64.159.812 € e una spesa media per paziente variabile tra 4.580 € nella popolazione più anziana e fino a 5.779 € nella popolazione di età compresa fra 65 e 74 anni.
Per la farmaceutica, la spesa media a carico del paziente è di 477,21 €, globalmente di 26.550.162 € e i due principi attivi che da soli rappresentano il 52% del consumo sono il tiotropio bromuro e il salmeterolo. La spesa è mediamente più elevata per i maschi, spendendo circa 500 € all’anno in farmaci per BPCO e le femmine scendono a 450 €. Invece per la spesa specialistica ambulatoriale siamo circa 50 € all’anno per paziente trattato e le prestazioni principali sono soprattutto le visite, che da sole rappresentano circa 30.000 prestazioni (66% del consumo).
In Emilia-Romagna l’assistenza mirata per la BPCO costa circa 92 milioni di euro pari a 920 € su tutti i 100.000 assistiti e l’1% di questi assistiti, circa 1000 persone, assorbe il 20% della spesa.
L’evento “Malattie respiratorie. La presa in carico del paziente con BPCO in Emilia-Romagna” organizzato da Motore Sanità si è aperto con lo stato dell’arte del paziente affetto da BPCO in Regione Emilia-Romagna, nel quale è intervenuta Imma Cacciapuoti, Servizio Assistenza Territoriale Regione Emilia-Romagna, dichiarando: “La Regione Emilia-Romagna ha elaborato (giugno 2018) le nuove indicazioni per la gestione Integrata e la presa in carico della persona con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva. I contenuti delle Indicazioni sono stati prodotti da un gruppo multidisciplinare con la partecipazione dell’Associazione dei Pazienti BPCO e gli obiettivi prioritari riguardano le azioni di anticipazione diagnostica e la valutazione del profilo di rischio (Risk-ER) per ridurre l’incidenza dei quadri cronici irreversibili; l’integrazione multidisciplinare e la continuità assistenziale tra Territorio (Case della Salute e Ospedali di Comunità) e Ospedale; il ruolo dei pazienti e dei caregiver nell’autogestione nei diversi scenari clinici, le azioni di contrasto per la prevenzione delle riacutizzazioni e dei ricoveri inappropriati”.

Stefano Nava, Professore Ordinario Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale, Università di Bologna, in merito alla sessione sulle nuove opportunità per la gestione appropriata del paziente affetto da BPCO, ha dichiarato: “La gestione del malato affetto da BPCO non è semplice. Esiste come per tutte le malattie un approccio farmacologico che segue uno schema di gravità fino a giungere, nelle condizioni più gravi del malato, alla somministrazione di ossigeno terapia a lungo termine o addirittura alla ventilazione meccanica non invasiva per sostenere in maniera adeguata l’organo non funzionante
Il medico di medicina generale ha un ruolo fondamentale non solo nella terapia, ma anche nella diagnosi che spesso non viene identificata negli stadi più precoci. Conoscere ed intercettare la malattia nella fase iniziale permette anche una presa in carico del paziente sia dal punto di vista terapeutico “olistico” più corretta, dando maggiori soddisfazioni al paziente e al clinico dal punto di vista di miglioramento della qualità di vita di questi pazienti.
Infine si sono toccati i punti di forza e le prospettive di miglioramento nella presa in carico del paziente affetto da BPCO, con Anna Baldini, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Emilia-Romagna, la quale è poi intervenuta a seguire nella tavola rotonda sulla BPCO in Emilia-Romagna: stato dell’arte e nuove prospettive dal piano regionale delle cronicità. Il Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Emilia-Romagna ha dichiarato: “Costruire un ponte tra pazienti e Istituzioni è il miglior modo per permettere alle persone affette da BPCO di veder riconosciuto il diritto a vivere la miglior vita possibile, compatibile con il loro stato di salute”.

