
Enrico Gasparini, tenente colonnello dell’Accademia Militare di Modena, in particolare si è soffermato sulla figura di Reverberi, che “intuì 76 anni fa il pericolo e mise in salvo tantissime vite umane al grido di Tridentina Avanti”. Fra l’altro quest’anno ricorre anche il 65° dalla morte, a Milano, del generale. Poi il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, ha aggiunto: “Dieci anni fa abbiamo inaugurato qui a Cavriago il monumento dedicato al generale Luigi Reverberi e a tutti gli Alpini. Un monumento fortemente voluto da Pasquale Corti, che era uno dei sopravvissuti della ritirata di Russia. Ci teneva a ricordare Reverberi a dovere. Per lui era come un padre. Voleva che rimanesse un segno importante di ciò che aveva fatto, un segno per non dimenticare. Ma Pasquale, il generale Reverberi e tutte le persone che hanno passato delle guerre, sono convinto che rivolgano a ciascuno di noi, oggi più che mai, una domanda: ‘Tu cosa stai facendo perché le guerre e l’odio non ci siano più?’. Dobbiamo riconoscere il male del nostro tempo, prevenirlo, combatterlo”. Anche Mattia Zurli degli Alpini di Cavriago ha invitato, dinnanzi al monumento in zona Pianella, a una riflessione: “Siamo qui per augurarci che quelle tragedie non accadano di nuovo e ognuno deve fare la sua parte”. Ettore Benassi, della sezione Alpini di Reggio, ha aggiunto: “Per settant’anni e passa l’Italia, grazie alla memoria del passato, è stata ‘vaccinata’ contro il male. Oggi, l’impressione è che questo vaccino stia perdendo di efficacia. Tante, troppe, sono le guerre in giro per il pianeta. Teniamoci saldi i ricordi”.
Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Montecchio Paolo Colli, Graziella Arletti, moglie di Pasquale Corti, diversi Alpini provenienti dal reggiano, dal parmense, dal modenese, dal piacentino, dal milanese, un giovane cadetto dell’Accademia di Modena, il comandante maresciallo dei carabinieri di Cavriago Vincenzo Restivo e tanti altri che hanno fatto tappa prima a Montecchio, dove si trova la tomba del generale Reverberi, poi a Cavriago, davanti alla casa natale del generale in piazza Zanti e al monumento a lui dedicato in zona Pianella.

