
“Le uniche proposte avanzate per raggiungere un accordo provengono da parte sindacale, sostenute dalle istituzioni – affermano Cesare Pizzolla, segretario Fiom/Cgil Modena
Angelo Dalle Ave, Fiom/Cgil Carpi – Le proposte sindacali sono poi state inserite nel verbale che ha concluso l’incontro. Mentre, l’azienda, nei fatti è ancora ferma a quanto descritto nella lettera di avvio della procedura, ovvero, la cessazione il 6 marzo, il licenziamento collettivo e la delocalizzazione della produzione. Ancora inutili tutti gli sforzi profusi per salvaguardare l’attività a Novi”.
Nel prossimo incontro del 1° marzo i sindacati continueranno a sostenere le loro posizioni.
“L’azienda non ha fatto nessuna proposta finalizzata ad un possibile accordo che tenga conto degli aspetti sociali della vertenza, per consentire il mantenimento di produzione e posti di lavoro sul territorio. Al contrario, in questa vertenza, chi rischia la perdita del posto di lavoro viene anche denunciato – continuano Cesare Pizzolla e Angelo Dalle Ave – .
Per questo, le lavoratrici ed i lavoratori Frama saranno in prima fila al presidio di lunedì 25 febbraio davanti la Prefettura di Modena per chiedere che i conflitti di lavoro non siano trattati come mero ordine pubblico, ma si ascoltino le ragioni dei lavoratori che manifestano per i loro diritti e la salvaguardia del posto di lavoro. Servono interventi legislativi a tutela del lavoro contro le delocalizzazioni, di cui si è resa protagonista in questo caso la multinazionale austriaca Hella”.

