
L’inaugurazione sarà accompagnata dal soprano Mariana Zin e da Natalya Lyamkina al pianoforte.
“L’apertura di un luogo che riunisce le associazioni femminili – commenta l’assessora Guadagnini – e contiene una biblioteca importante è una bella notizia per le donne e per tutta la città perché questa casa sarà un centro di studio, riflessione e azione per le pari opportunità e per far crescere meglio la nostra società”. La necessità di avere ancora un luogo come questo, prosegue l’assessora, “è dimostrata dai numeri della violenza contro le donne ma anche dal gap salariale che continua a essere significativo nonostante gli studi, e i fatti, dimostrino che titoli di studio e capacità siano almeno pari tra i due generi. E lo dimostra anche il fatto che oggi ci sono ancora forze politiche che pensano di difendere le donne sottolineando che il loro ruolo naturale è all’interno della famiglia, e altre che trovano tutti i pretesti per chiudere una realtà storica e importante come la casa internazionale delle donne dei Roma. La Casa delle donne di Modena – aggiunge – sarà un luogo dove fare cultura ed educazione perché, come dice la scrittrice Chimamanda Adichie che citiamo, non a caso, nell’invito è dall’educazione dei figli, femmine e maschi, che inizia il cambiamento”.
Villa Ombrosa, appartenuta nel ‘700 all’erudito modenese Ludovico Antonio Muratori e dal 1978 di proprietà del Comune, è stata oggetto di un corposo intervento di ristrutturazione e ampliamento, del valore di oltre un milione di euro, cominciato nel novembre 2017.

