
“Crediamo che sia opportuno dare più tempo alle imprese per adeguarsi e partire dal primo gennaio 2020 per tutti – interviene la presidente Licom, Cinzia Ligabue -. Oppure si potrebbe tenere un regime transitorio dal primo luglio al 31 dicembre 2019 che permetta alle imprese di adeguarsi. Gli adempimenti per i commercianti, già messi in crisi da molteplici motivi e a Modena ad esempio dal proliferare di aperture di grandi dimensioni, sono numerosi e questo diventa l’ennesimo adempimento a cui far fronte. Sei mesi di tolleranza ci paiono il minimo”.
Nel disegno del legislatore vi è l’intenzione di sostituire il nuovo scontrino elettronico obbligatorio a quello cartaceo per tutti i soggetti che esercitano attività di commercio al minuto e assimilate, non tenuti all’emissione della fattura elettronica, salvo richiesta da parte del cliente.
“Il superamento dell’attuale regime facoltativo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi può consentire di eliminare qualche adempimento contabile – riconosce la presidente Licom – come il registro dei corrispettivi, l’emissione e la conservazione di documenti, scontrini e ricevute fiscali, alternativi alla fattura elettronica. Tutte interessanti possibilità, a fronte delle quali è bene ricordare che, al netto delle semplificazioni, lo scontrino elettronico ha finalità di contrasto all’evasione. L’Agenzia delle Entrate utilizzerà il database delle trasmissioni per controlli automatizzati su Iva, dichiarazioni, dichiarativi e via dicendo”.
E’ previsto un contributo fiscale previsto per le spese di adeguamento dei registratori di cassa. Riprende la presidente Licom, Ligabue: “Il massimale previsto (250 euro a copertura del 50% della spesa sostenuta, mentre in caso di adattamento la soglia è ridotta a 50 euro, sempre per il 50% del costo totale) è però molto basso e largamente inadeguato. Chiediamo una riformulazione urgente di questa soglia e di permettere, anche a chi ha già provveduto, di poter fruire di un contributo fiscale decisamente maggiore”.

