
I margini di guadagno di un’azienda agricola si sono nettamente ridotti; raggiungono al massimo, quando va bene, il 10% della produzione lorda vendibile (cioè del fatturato). Ad esempio, 1 ettaro di grano produce un fatturato di 1.500/2.000 euro (al prezzo di 20 €/quintale e con una resa di 80 quintali a ettaro). Le piogge di questi giorni comporteranno una perdita stimata del 10-15% circa, e cioè 8/12 quintali di prodotto, a fronte di spese che restano costanti. Quindi un ammanco pari a 160-240 euro all’ettaro, che è addirittura di più del guadagno che oggi ci si può aspettare. Basta, quindi, uno dei tanti eventi calamitosi assai frequenti nel periodo, per togliere alle aziende quel modesto margine di guadagno che consente non solo di mantenere le proprie famiglie ma anche di continuare l’attività.
«Occorre rivedere quanto prima le modalità di intervento pubblico a sostegno del settore agricolo in caso di calamità, settore già fin troppo flagellato anche da problemi di altra natura», conclude il presidente Garagnani.

