Home Politica Lega Sassuolo: “sulla sicurezza serve una svolta”

Lega Sassuolo: “sulla sicurezza serve una svolta”

“Altro tentativo di furto ai danni del noto commerciante candidato al consiglio comunale con la Lega Massimo Iaccheri, proprietario del noto negozio Iaccobike, per la terza volta negli ultimi sette mesi ha subito un tentativo di furto, dopo un grosso furto già subito nel 2015 nonostante le telecamere le inferriate e le barre d’acciaio con cui h a attrezzato il proprio negozio. Non ci sono misure di sicurezza adeguate a evitare tentativi di furto in una zona residenziale e che vede un altro negozio di biciclette a pochi metri. Come si sa le biciclette sono un ottimo bottino per bande organizzate capaci di scardinare in pochi minuti qualsiasi apparato dissuasore. E’ ora di agire: Sassuolo deve tornare ad essere una città sicura”.

Così il commissario cittadino della Lega Luca Volpari e Giovanni Gasparini, responsabile Lega giovani, esprimono solidarietà nei confronti del commerciante e collega ribadendo come sia “fondamentale riportare a Sassuolo un livello di sicurezza adeguato organizzando bene gli spostamenti delle forze dell’ordine e ponendo fine a quello che è un immobilismo da parte della giunta di sinistra verso la tutela dei cittadini delle loro attività”.

Non si tratta di un obiettivo irraggiungibile ma di un risultato che “si potrebbe ottenere semplicemente attraverso un miglior coordinamento delle strutture organizzate per mantenere la sicurezza sul nostro territorio”, anche perchè “altrimenti si rischia di minare le basi stesse della possibilità di mantenere vive in città attività commerciali”.
Lo stesso proprietario del negozio infatti “nonostante la sua attività sia da 20 anni gestita sul territorio e dia da lavorare a lui e alla sua famiglia non sopporta più un livello di allerta costante” considerato anche che “la sera del furto, proprio mentre lì vicino si svolgeva il dibattito tra i candidati a sindaco, solo grazie all’intervento di due vicini di casa il tentativo di furto è stato sventato”, un fatto che evidenzia “la mancanza di un vero presidio territoriale anche nelle zone meno degradate della città”.