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Modena: il Sindaco ringrazia le Forze dell’Ordine ma al Governo chiede fatti non parole

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, ha ringraziato il Questore Maurizio Agricola per il sollecito impegno profuso sul territorio dalle Forze dell’Ordine negli ultimi tempi, pur nella limitatezza delle risorse disponibili, per garantire la sicurezza della città e dei cittadini.

In particolare, riferendosi a fatti di cronaca recentemente avvenuti, ha commentato: “Brave le nostre Forze dell’Ordine che, accanto alle operazioni investigative capaci di assestare colpi al traffico di stupefacenti come è appena accaduto con il sequestro di 130 chili di droga, non trascurano il costante presidio del territorio, che vuol dire intervenire laddove si verificano situazioni che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini: dallo scippo ad altri reati solo cosiddetti minori, come nel caso in cui i piccoli furti perpetrati con assiduità in un negozio del centro, si trasformano anche in una minaccia per le commesse che ci lavorano”.

“Una situazione in cui gli uomini della Polizia di Stato, in altri casi i Carabinieri, altri corpi delle Forze dell’Ordine o la nostra Polizia municipale – ha continuato il sindaco – sono intervenuti tempestivamente e in modo efficace. Ma non basta, se poi dobbiamo fare i conti con norme che rimettono immediatamente in libertà i responsabili e lasciano esposte le vittime. Capisco bene il senso di frustrazione con cui si possono trovare a fare i conti gli agenti che con abnegazione compiono il proprio dovere e poi vedono in qualche modo vanificato il lavoro fatto o addirittura si vedono beffeggiati da chi hanno appena arrestato”.

“Perché, chiedo io – insiste Muzzarelli rivolgendo un appello al Governo – le persone che non hanno titolo per restare sul nostro territorio, addirittura già colpite da un decreto di espulsione, sono ancora qui? Perché il Governo non appronta gli strumenti affinché ne venga disposto l’effettivo allontanamento e non certo con ‘un foglio di via a perdere’? Dallo Stato abbiamo bisogno di fatti non di parole”.