
«Denunciamo la scarsa trasparenza delle comunicazioni inviate dai vari operatori e ribadiamo che spetta al consumatore se aderire o no a tali offerte o se preferire il rimborso in bolletta – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale – Non esplicitarlo equivale a negare uno dei diritti fondamentali del consumatore: la libertà di scelta.
Invitiamo i consumatori ad attendere la decisione del Consiglio di Stato, visto che le offerte alternative proposte non scadono nell’immediato».
La telenovela dei rimborsi sulle fatturazioni si trascina da giugno 2017. Secondo gli accordi con le associazioni dei consumatori, le compagnie avrebbero dovuto restituire agli abbonati quasi un mese di canone. Di fatto, non “soldi indietro”, ma lo spostamento dell’addebito in avanti per un corrispondente numero di giorni (equivale, quindi, ad avere gratis il servizio fino a rimborso avvenuto). Le compagnie stanno, però, presentando piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi.
I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se essi sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom.
«In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore ad avere il rimborso in fattura», ribadisce in conclusione Adiconsum Emilia Centrale.

