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Mundus 2019, al Left Vibra arriva Bombino

Bombino, Paris, 2018

Un altro prestigioso ospite internazionale per il Festival Mundus 2019. Si intitola “Deran” – come il suo ultimo album – il concerto che il notissimo chitarrista nigerino Bombino terrà martedì prossimo 2 luglio alle ore 21.30 nel cortile del Circolo culturale Left Vibra in via IV Novembre 40/A a Modena. Sul palco con il “Sultano delle Sei Corde”, anche Illias Mohamed (chitarra, calabash, voce), Youba Dia (basso), Corey Wilhelm (batteria). Costo del biglietto 10 euro, con tessera Arci obbligatoria (5 euro). Prima dell’inizio del concerto, dalle ore 20.30 Djset a cura di Vibes.

L’evento si tiene nell’ambito della 24esima edizione del noto festival musicale Mundus organizzato da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e tutti i Comuni partecipanti, che si svolgerà fino al 15 agosto tra Carpi, Casalgrande, Correggio, Modena, Reggio Emilia e Scandiano.

Deran è l’ultimo album di Bombino, scritto e cantato interamente nella sua lingua madre, il Tamasheq. Registrato a Casablanca, un rientro tra le braccia di Mamma Africa, un diario di bordo di un viaggio di ritorno sentito e melodicamente ispirato.  Una dichiarazione di intenti netta alla quale si associa uno stile musicale consolidato, di cui Bombino è maestro e per certi versi pioniere: passaggi blues, tribalismi vari, assoli e i consueti ululati di gioia con i quali il suo popolo saluta l’arrivo della luna nuova.

Negli ultimi anni, Bombino è diventato un artista acclamato in tutto il mondo e ha collaborato con numerosi artisti e ammiratori, come Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dave Longstreth, Dan Auerbach, Jovanotti e molti altri. Notevole è anche il percorso che lo ha portato sui palchi di tutto il mondo.  Deran, tradotto come ‘migliori auguri’, è l’album di Bombino più diretto e coinvolgente, e porta con sé un messaggio di speranza e augurio ad un mondo che sta vivendo un periodo di grande dolore e tumulto.

Bombino

Stella del desert blues, Goumar Almoctar, conosciuto come Bombino, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la sua famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando ad esercitarsi. Diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger Bombino intraprende la carriera di musicista a tempo pieno ed il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, l’esordio solista su disco (il primo album risale al 2009, Group Bombino – Guitars from Agadez, vol. 2).

Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino ad essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni prestigiose, tra cui quella con Keith Richards. Le sonorità di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Una versione del blues densa e magmatica, a cui si aggiunge la particolarità di svincolarsi dalla classica metrica basata sul “call and response” tra cantante solista e coro (solitamente femminile) rimpiazzando quest’ultimo con le disgressioni melodiche della chitarra. Compositore e chitarrista desert-rock, Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni 60-70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg.

In Italia il sound di Bombino ha conquistato tutti, da Fabio Fazio che lo ha voluto ospite a Che tempo che Fa a Jovanotti che affascinato dalla sua storia lo ha coinvolto nella produzione del suo ultimo album, infatti nasce “Si alza il vento”, frutto della collaborazione tra l’artista toscano e il chitarrista tuareg. Un concerto in cui condividere la freschezza del rock e il suo profondo desiderio di pace e libertà.

Prossimo appuntamento con il Festival Mundus: martedì 9 luglio alle ore 21.30 presso il Castello di Casalgrande Alto a Casalgrande (RE) lo Javier Girotto Trio sarà il protagonista del concerto “Tango Nuevo Revisted”. In apertura, si esibirà il chitarrista e cantante Gabriele Campani. Costo del biglietto 8 euro, evento realizzato in collaborazione con Casalgrande Jazz Festival.

Per informazioni visitare il sito internet www.festivalmundus.it e la pagina Facebook ‘Festival Mundus’