
“Questa tecnica – ha spiegato il prof. Giuseppe Boriani – costituisce una novità a Modena e permette di trattare le fibrillazioni atriali in modo alternativo alle tecniche di ablazione tradizionali, <<a caldo>>. Questa tecnica alternativa, infatti, prevede l’applicazione di freddo fino a -40-50 ° tramite un catetere dotato di un palloncino che viene introdotto nelle cavità cardiache per <<congelare>> il tessuto atriale con risoluzione dell’aritmia”.
L’intervento è stato eseguito nella Sala di Elettrofisiologia del Policlinico dal dottor Edoardo Casali, elettrofisologo del Policlinico, e l’equipe coinvolta includeva anche il Dr Vincenzo Turco e Erminio Mauro del Policlinico e il dottor Mauro Zennaro dell’Ospedale Civile di Baggiovara.
Per aritmia si intende una condizione clinica nella quale viene a mancare la normale frequenza o la regolarità del ritmo cardiaco. Il battito può risultare più rapido (tachicardia), più lento (bradicardia) o irregolare (fibrillazione atriale) rispetto alla frequenza cardiaca media normale. L’ablazione cardiaca è una procedura che correggere le aritmie cardiache, creando una lesione “mirata” in una zona di tessuto miocardico danneggiato che risulta responsabile dell’anomalia del ritmo cardiaco, senza danneggiare i tessuti sani. L’ablazione viene effettuata quanto le terapie farmacologiche non sono più sufficienti al controllo dell’aritmia, inducendo disturbi mal tollerati dal paziente.
“Questa tecnica – ha aggiunto il dottor Edoardo Casali, Elettrofisiologo al Policlinico – è tecnica sicura ed efficace, che viene attuata, come quella <<a caldo>> nella sala di Elettrofisiologia con il paziente opportunamente addormentato. Il vantaggio è che la procedura si associa a un minor rischio di recidive dell’aritmia e risulta di minore durata rispetto alle ablazioni tradizionali, consentendo di aumentare il numero di procedure e pertanto riducendo i tempi di attesa. L’importante è la selezione dei pazienti, che effettuiamo nel nostro ambulatorio specialistico. Non tutti i tipi di aritmia, infatti, si prestano alla crio-ablazione e necessitano, invece, l’intervento a caldo”
Al Policlinico di Modena sono circa 550 i pazienti seguiti ogni anno per aritmia. Di questi, 150 si sottopongono ad un’ablazione.

