Home Appennino Modenese Polinago, costi del trasporto scolastico: il sindaco Tomei scrive al Governo

Polinago, costi del trasporto scolastico: il sindaco Tomei scrive al Governo

«Serve un intervento legislativo immediato per consentire alle amministrazioni locali di continuare a integrare le tariffe dello scuolabus per la scuola dell’obbligo, anche fornendo il servizio gratuitamente, come avviene ora a Polinago, se questo viene ritenuto fondamentale per il futuro stesso delle comunità».

Lo chiede il sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli e al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

Nella lettera si fa riferimento a una recente delibera della Corte dei conti del Piemonte che, sulla base del decreto legislativo 63 del 2017 e inquadrando il trasporto scolastico nel servizio di trasporto pubblico locale, impedisce di fatto agli enti locali di erogare gratuitamente il servizio del trasporto scolastico e i costi del servizio dovranno essere coperti interamente con le tariffe.

In questo modo, lamenta Tomei, non solo si interferisce sull’autonomia dei Comuni, ma si «impedisce ai sindaci di sostenere un servizio che risulta decisivo per mantenere le famiglie e i bambini a risiedere nel territorio. E la loro permanenza spesso rappresenta il futuro stesso della comunità. Nei comuni più piccoli, soprattutto in montagna – ricorda Tomei – i bambini residenti nelle frazioni devono percorrere diversi chilometri per recarsi nella scuola primaria o media del comune. Per questo è importante che le amministrazioni siano in grado di organizzare servizi di trasporto efficaci per studenti, supplendo all’assenza di servizio ordinario trasporto pubblico».

Tomei ricorda che a Polinago funziona un servizio di scuolabus gratuito, utilizzato quotidianamente da quasi 50 ragazzi.

«Se i costi fossero a carico degli utenti – conclude Tomei – come prevedono la legge e la delibera della Corte dei conti, a Polinago ogni famiglia dovrebbe sostenere una spesa superiore ai 1200 euro annuali. E questo non è giusto, né accettabile, per questo il Governo deve intervenire».