
Così Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, interviene sull’appello rivolto nei giorni scorsi a Governo e Parlamento da parte di 56 associazioni del mondo imprenditoriale e fatto proprio oggi anche da Confcooperative Emilia-Romagna.
“È da oltre un anno- sottolinea Gazzolo- che sollecitiamo il ministro dell’Ambiente, sia direttamente che attraverso la Conferenza delle Regioni. Non è stato fatto nulla e non si è nemmeno intervenuti per consentire alle Regioni di rilasciare autorizzazioni ‘caso per caso’, nell’attesa di specifiche disposizioni nazionali”.
“L’unico risultato- continua l’assessore-, con lo Sblocca Cantieri, è stato spostare le lancette dell’orologio indietro nel tempo: siamo chiamati ad applicare una norma del 1998 che, proprio perché datata, non contempla tutte le attività di recupero esistenti oggi e quindi esclude una parte importante di rifiuti dalla possibilità di essere recuperati. Questa situazione stoppa ovviamente l’attivazione di percorsi virtuosi di economia circolare e la creazione di nuove filiere, rende più difficile raggiungere gli obiettivi della legge regionale 16/2015 e colpisce in modo grave le aziende che sono in fase di rinnovo delle autorizzazioni. Il risultato diretto è la perdita di fatturato, con il potenziale rischio chiusura o ‘taglio’ di posti di lavoro”.
“E’, dunque- conclude Gazzolo- un danno dal punto di vista economico, ma anche una beffa ambientale: salvo nuove disposizioni, ciò che oggi è una risorsa tornerà ad essere rifiuto da smaltire”.

