
Il provvedimento rigetta nel merito il ricorso avverso il Decreto adottato dal locale Tribunale nell’estate del 2017, giunto al termine di complesse indagini dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, con il quale era stata disposta la confisca di:
- n. 31 unità immobiliari (fabbricati) site nei comuni di Casalgrande (RE), Castellarano (RE), Sassuolo (MO) e Nardò (LE);
- n. 1 autovettura di lusso;
- rapporti bancari/dossier titoli/quote societarie
In particolare, gli approfondimenti investigativi all’epoca condotti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Modena nella persona dei sostituti Procuratori dr. Marco Niccolini e dr.ssa Claudia Natalini, hanno permesso di accertare come due soggetti – grazie alle attività delittuose poste in essere nel tempo – siano riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei propri congiunti.
Tale sproporzione, unita alla acclarata “pericolosità sociale” dei predetti per gravi reati quali estorsione e usura, ha permesso di richiedere ed ottenere – ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” D.Lgs 159/2011 – prima il sequestro e poi la confisca dell’intero patrimonio, anche indirettamente riconducibile ai medesimi.
L’odierna operazione costituisce un’ulteriore prova della costante ed efficace opera di aggressione da parte della Guardia di Finanza ai patrimoni illecitamente accumulati da esponenti della criminalità, anche comune, localizzata e ramificata nel territorio modenese e reggiano da anni.

