
Le più antiche fonti bibliografiche ricordano Leonardo da Vinci anche per le sue qualità di improvvisatore alla lira da braccio e cantore. Il celebre matematico Luca Pacioli ne parlò come di un pittore straordinario, abile architetto e musico virtuoso. Giorgio Vasari riprese e accreditò queste capacità musicali così apprezzate dai suoi contemporanei. Purtroppo Leonardo, seguendo la consuetudine degli strumentisti del ’400, non trascrisse le sue improvvisazioni. Nei fogli della Collezione Windsor. Tre dei 18 rebus musicali formano melodie che sono state riunite in un’elaborazione contrappuntistica per liuto. Assieme ai tre rebus il concerto propone brani per liuto dell’epoca, creando così lo sfondo sonoro a una cultura rinascimentale straordinaria.
Diplomatosi in chitarra classica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Massimo Lonardi si è specializzato in seguito nella prassi esecutiva del liuto rinascimentale seguendo seminari di studio a Milano, Firenze, Venezia e Basilea. Ha curato edizioni di opere di Claudio Monteverdi e Girolamo Frescobaldi e inciso un’antologia dedicata alla musica del tempo di Leonardo da Vinci.
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