Home Bologna RestArt 2019: oltre 20mila presenze ad Imola in tre giorni di festival

RestArt 2019: oltre 20mila presenze ad Imola in tre giorni di festival

Si chiude con successo la VII edizione di RestArt-Urban Festival, che per tre giorni ha colorato l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, ospitando oltre 20mila persone di tutte le età, che hanno potuto vedere all’opera street artist di fama internazionale, divertirsi ascoltando buona musica, partecipare a laboratori, vedere mostre fotografiche, comprendere il valore della rigenerazione urbana e tante di altre forme d’arte.

RestArt è un evento annuale, ideato e realizzato dall’associazione culturale imolese Noi Giovani, con il contributo di Comune di Imola,  Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Avis Imola main sponsor e con la collaborazione di ConAmi e Imola Faenza Tourism Company. L’edizione di quest’anno, inserita anche nel calendario di Bologna Estate 2019, ha valorizzato l’identità all’Enzo e Dino Ferrari, un luogo già simbolo della città e non solo.

“Siamo stupiti di aver superato le oltre 20 mila presenze nelle tre giornate di festival, provenienti anche da altre città e regioni d’Italia, ma ancora di più siamo contenti dei tanti apprezzamenti ricevuti sui contenuti artistici, culturali e di design che abbiamo realizzato- afferma il presidente dell’associazione Noi Giovani, Vincenzo Rossi-. Il risultato raggiunto quest’anno è qualcosa che rimarrà nel tempo: grazie a RestArt abbiamo dato una nuova vita a una piazza, un luogo pubblico, già dedicato ad Ayrton Senna, e che ora con l’opera di Kobra sarà ancora più apprezzato. Il Festival ha anche dato l’opportunità agli imolesi, e non solo, di riscoprire l’autodromo e i luoghi che ospita, come il museo e gli spazi rinnovati della Imola Faenza Tourism Company dove si trova anche un simulatore di gara. Il nostro desiderio è che l’autodromo diventi nel tempo un luogo sempre più frequentato, non solo durante gli eventi, ma anche nella vita quotidiana di tutti noi, ma soprattutto che l’Enzo e Dino Ferrari venga vissuto con uno spirito nuovo. Riscoprire questo luogo, che si è trasformato in un galleria d’arte, sarà come tuffarsi nel passato e rivivere le emozioni e le passioni che suscitava l’Autodromo nei decenni passati, con l’auspicio di viverle di nuovo nel futuro, con altri eventi internazionali.”

Arte: sui muri velocità, tradizione e tecnologia

All’ingresso dell’Autodromo, guardando sulla destra, si potrà ammirare una rappresentazione del “potere della tecnologia” fatta da Mr Wany (Milano), Wiek (Milano) e V3rbo (Bergamo), vere e proprie leggende del writing italiano. A seguire, sempre dallo stesso lato, Tackle zero (Reggio Emilia), Etsom (Milano) e Mozone (Rimini), hanno cercato di raccontare, con interpretazioni differenti e figurative, i momenti storici salienti della vita circuito, che va dalle prime corse alla Superbike; col desiderio di generare una memoria innovativa del luogo e rafforzarne l’identità. Insieme a loro anche gli artisti Rash, Zeta e Brome, che hanno utilizzato i colori caratteristici del luogo: grigio antracite e le scale dei grigi, rosso, dei gialli.

Nel muro che si trova nella parte opposta e sulla torretta di Hera, gli artisti francesi Babs e Neist, astri emergenti del post-graffitismo europeo, reinterpreteranno i colori e la natura del luogo dando vita a un risultato dall’aspetto contemporaneo che si ispira al concetto di velocità.

 

Kobra completerà il suo ritratto di Senna in circa 10 giorni

L’artista brasiliano Eduardo Kobra ha iniziato oggi a tracciare il volto di Ayrton Senna sul muro del museo Checco Costa, ma per vedere l’opera conclusa serviranno circa 10 giorni. Per Kobra è la quarta volta in Italia, ma la prima in cui gli è stato chiesto di raffigurare un personaggio brasiliano nel nostro Paese. Kobra ha già realizzato un’opera per il Macro di Roma, ha dipinto Dante Alighieri a Ravenna e reinterpretato il David di Michelangelo a Carrara. Si tratta del maggiore street artist al mondo e il suo ritratto di Senna sarà un’opera davvero incredibile. Molti dei suoi lavori si trovano a New York e altri sono stati realizzati in occasione dei giochi olimpici di Rio del 2016, dove con un’opera di oltre 2,5 mila metri quadrati, ha ottenuto il record del mondo per il più grande murales mai realizzato.