
Con lo stesso voto è stato approvato anche il bilancio consolidato 2018 del gruppo Comune di Modena, con la verifica finale del controllo sulle società partecipate per l’esercizio 2018 e il monitoraggio infrannuale 2019. Il bilancio consolidato, di cui il Comune di Modena è stato ente sperimentatore a livello nazionale, rappresenta, a consuntivo, il risultato economico e la consistenza patrimoniale di un gruppo di enti e società che fanno capo a un’amministrazione pubblica.
La manovra finanziaria, illustrata dall’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza, è la sesta dall’inizio dell’anno e ha un contenuto soprattutto gestionale con 581 mila euro di avanzo corrente accantonato in diversi fondi rischi (per esempio, rimborsi per consultazioni elettorali, annata termina ed elettrica, spese per la neve) e 625 mila euro tra spesa corrente e conto capitale per le nuove modalità di contabilizzazione degli incentivi per funzioni tecniche e del fondo innovazione.
Complessivamente la manovra sul 2019 riguarda quasi tre milioni di spese correnti (2.928.191 euro) e 4 milioni e 749 mila euro in conto capitale.
I maggiori incassi dalle multe notificate all’estero, in virtù anche di una nuova convenzione con la società che si è aggiudicata l’appalto della Regione per questo tipo di servizi, vengono utilizzati per attività della Polizia municipale.
Con i nuovi contributi statali sulle barriere architettoniche saranno liquidati i beneficiari nel 2020, mentre nel corso di quest’anno si stanno liquidando gli incentivi 2019, a conclusione delle istruttorie, utilizzando i contributi stanziati lo scorso anno e recepiti nel bilancio comunale nei mesi scorsi con la quinta variazione di bilancio.
Rispetto alle entrate e alle spese in conto capitale, con la sesta variazione si iscrivono a bilancio contabilizzazioni per oltre sei milioni di euro tra le quali anche quelle riferite al federalismo demaniale in vista del protocollo da sottoscrivere entro la fine dell’anno su quattro immobili: gli alloggi di via Bonaccorsa (306 mila euro), l’area ex Colombofili (453 mila euro), una parte di Palazzo Solmi (due milioni e 127 mila euro), oltre alla ex chiesetta Ricci già prevista nel Piano poliennale.

