
Dopo un primo impegno per mitigare gli effetti antropici sul clima, che ha imposto al 2020 una riduzione di CO2 di almeno il 20% attraverso l’adozione di un PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, tutti i Comuni dell’Unione hanno deciso di aderire alla nuova sfida del patto dei sindaci che prevede un’ulteriore impegno di riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40%. Inoltre l’obiettivo che ci si è dati è quello di affrontare per la prima volta in modo organico gli effetti dei cambiamenti climatici individuando azioni di adattamento agli stessi.
La scelta è stata supportata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la pubblicazione di un bando per il sostegno economico alla stesura del PAESC – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. L’Unione dell’Appennino bolognese ha partecipato ed è riuscita ad ottenere 40 mila euro, il massimo del finanziamento possibile, perché ha aderito con tutti i membri, presentando quindi un Piano d’azione d’area vasta.
Oltre al momento istituzionale, il viaggio è stato anche per gli amministratori un’occasione formativa perché ha permesso loro di avviarsi verso il nuovo obiettivo che prevede non solo la mitigazione degli effetti climatici ma anche il passo successivo dell’adattamento. I sindaci hanno infatti incontrato funzionari responsabili dell’Ufficio Europeo Patto dei Sindaci, della Commissione Europea nonché responsabili di programmi e strumenti di finanziamento e sostegno della realizzazione concreta di progetti sul territorio (The City facility, LIFE, Horrizon 2020, ELENA e Jasper).
L’iniziativa è stata organizzata da AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile con la presidente Benedetta Brighenti anche nella veste di membro del Comitato Europeo delle Regioni che ha supportato l’evento.

Tra i sindaci non ha voluto mancare a questo appuntamento Giuseppe Argentieri, primo cittadino di Vergato, che commenta: «L’inquinamento non ha confini: per questo è doveroso fare rete sulle politiche ambientali ed energetiche. Ritengo importanti questi momenti di scambio, che agevolano la coesione e la collaborazione tra enti: gli stessi finanziamenti europei si raggiungono più facilmente se si è uniti».

