
Da tempo l’Università di Bologna, per merito soprattutto del professor Silviero Sansavini, sta evidenziando con studi e ricerche le straordinarie proprietà di questo frutto tipico della collina e della montagna bolognese, coltivato da secoli (il nome è legato al fatto che era noto già agli antichi romani). Grazie ai polifenoli contenuti, questa mela ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, neuroprotettive. Oltre a essere croccante e succosa, tanto da prestarsi bene a essere spremuta o cotta per produrre dolci e marmellate, la mela rosa romana ha poi una straordinaria capacità di preservarsi: può resistere infatti oltre 6 mesi fuori dal frigo rimanendo perfettamente commestibile e gustosa. A tal proposito domenica 20 ottobre alle 15 l’associazione ha organizzato la “disfida delle mele”: 10 diverse proprietà di mele saranno stivate e conservate in una cantina, un ambiente naturale di conservazione. A primavera saranno riaperte per verificarne lo stato, e tra i promotori c’è l’assoluta certezza che la mela rosa romana vincerà il confronto.

Il progetto vuole non esclude poi di estendersi alla valorizzazione di grani antichi, castagne e altri prodotti agricoli dell’Appennino, senza trascurare l’aspetto turistico. Gli alberi di mela rosa romana sono infatti spesso antichi e bellissimi: Contini racconta come, spostandosi in Appennino per lavoro, si sia reso conto che la presenza di un albero era quasi sempre indice di ricchezza: vicino alle ville più belle c’era sempre un albero di queste mele.
Dopo aver promosso la mela anche durante l’ultima edizione della fiera “Sana” a Bologna i promotori terranno un convegno sabato 19 ottobre alle 17 a Castel di Casio. Il titolo è “”La mela rosa romana e il tartufo nella nuova economia di montagna” sarà moderato dallo storico Renzo Zagnoni e parteciperanno Marco Degli Esposti, direttore generale dell’Università di Bologna, il professore emerito Silviero Sansavini, il presidente del GAL Tiberio Rabboni, l’allevatore Mario Bondioli, l’ingegner Marco Moraro dell’Unione Micologica Romana e per l’Associazione Mela Rosa Romana Antonio Contini Carboni.

