
I progetti – presentati questa mattina al Senato Accademico dell’Alma Mater – coinvolgono atenei di tutta Europa (e oltre), scuole, centri di formazione professionale, imprese pubbliche e istituzioni private. Oltre alla mobilità studentesca per cui è principalmente conosciuto, il programma europeo Erasmus+ finanzia infatti molte altre attività, sempre attraverso la collaborazione internazionale: lo sviluppo di nuovi corsi di studio, l’innovazione didattica, l’analisi dei sistemi di istruzione superiore e la promozione dell’università europea nel mondo.
I 38 progetti finanziati per il 2019 che vedono la partecipazione dell’Università di Bologna spaziano su un gran numero di ambiti. Dalla creazione di un nuovo Centro di Eccellenza Jean Monnet dedicato al mercato digitale unico europeo per le piccole e medie imprese e per i consumatori, ad un nuovo progetto Jean Monnet dedicato alla diplomazia e “paradiplomazia” tra Europa e America Latina; dall’ideazione di una nuova laurea magistrale in Green Energy Market and Finance che coinvolge sei atenei e sette aziende europee, alla nascita di corsi innovativi per l’insegnamento interdisciplinare delle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica).
E ci sarà spazio anche per lo sport – con un progetto per la promozione di attività fisica destinata a persone con protesi totale di ginocchio o di anca – e per il capacity building, le attività di condivisione di buone pratiche per lo sviluppo delle università di tutto il mondo, con progetti che coinvolgono Albania, Bielorussia, Nepal, Sri Lanka, Indonesia, Laos, Pakistan, Sudafrica.

