
Secondo il racconto fornito dalla due presunte vittime – addetti al trasporto tedeschi di origine italiana – il loro mezzo sarebbe stato prima rallentato da un furgone, poi affiancato da una macchina. Una volta fermato il portavalori, i rapinatori (pare due uomini con accento dell’Est Europa), avrebbero puntato contro le vittime dei fucili a canne mozze. I banditi si sarebbero poi introdotti nel furgone blindato costringendo gli ostaggi sotto le minacce delle armi a continuare il viaggio fino a Correggio. Qui le due guardie sarebbero state costrette ad aprire il cassone e a consegnare i vari sacchi contenenti oro per milioni di euro.
I due addetti al trasporto sarebbero stati rilasciati dai malviventi a Parma. Una volta rimessi in libertà, i due avrebbero chiamato la polizia da un bar per dare l’allarme. Sulla rapina, i cui contorni presentano molti dubbi, indaga la squadra mobile di Modena.

