Si è spento nella notte tra sabato e domenica July Mulay, per 25 anni accompagnatore dei bambini saharawi nelle loro vacanze sia in Italia, che nella provincia di Reggio. Mulai era nato il 12 aprile 1965 ad El Aaiun, nel Sahara Occidentale (all’epoca colonia spagnola, dal 1975 territorio occupato militarmente dal Marocco). Allo scoppio della guerra con il Marocco, nel 1975, aveva raggiunto con la famiglia il deserto algerino, dove la popolazione sahrawi rifugiata si era accampata in attesa della risoluzione del conflitto. In uno di questi campi di rifugiati, Smara, Mulay ha vissuto la sua vita portando avanti, assieme a tutto il popolo sahrawi, la lotta per l’autodeterminazione, nonostante il riconoscimento di un passaporto che gli avrebbe consentito di vivere in Europa in qualità di rifugiato.

Lavorava al Ministero dell’Educazione della Repubblica Araba Sahrawi Democratica, e negli ultimi vent’anni ha collaborato intensamente con l’associazione Jaima Sahrawi di Reggio, accompagnando i minori sahrawi ospiti dei programmi di accoglienza estiva nella nostra provincia e coordinando i viaggi invernali dei volontari dell’associazione reggiana nei campi di rifugiati. Nel luglio 2018 ha coordinato l’accoglienza estiva di un gruppo di 8 bimbi sahrawi, tra gli 8 e i 12 anni, che avevano trascorso le loro vacanze ospiti di famiglie del paese nell’ambito del progetto “Jaima tenda-estate”. In quell’occasione ha espresso il desiderio che il patto di gemellaggio tra il Comune di Albinea e la Daira Sahrawi di Bir Lehlou venisse sancito anche con un cartello all’ingresso del Comune, di modo da dare segno tangibile dell’amicizia che lega i due territori. Cosa che avverrà a breve.

La sua scomparsa è stata per molti un fulmine a ciel sereno, visto che l’uomo aveva tenuta nascosta la sua malattia e aveva continuato fino all’ultimo ad occuparsi dei bambini, della loro accoglienza e a impegnarsi affinchè si sentissero a loro agio così lontani da casa.

“Ci mancherà umanamente. Inoltre la sua scomparsa priva la causa sahrawi di un efficace ambasciatore di pace in un momento di così grande difficoltà per chi lavora nel tentativo di colmare le dannose distanze tra i popoli”, commenta il sindaco di Albinea Nico Giberti.

“Lo ricordiamo con nostalgia nei contesti estivi di festa, di dialogo e di gioco che lo hanno visto protagonista insieme ai bimbi che accompagnava e la comunità albinetana”, spiega l’assessore alla Pace e Diritti Umani Mirella Rossi.

“La sua personalità, tra la forza e la bonarietà, dava al lavoro e alla relazione una grande serenità e sicurezza. Lo ricordiamo come un uomo dalla profonda bontà e dalla grande ironia. Un educatore eccezionale che ha donato la sua vita alle giovani generazioni sahrawi e all’amicizia tra i popoli, al di là dei confini e delle distanze geografiche. Ci mancherà sia umanamente che professionalmente e faremo fatica a colmare il vuoto che ha lasciato”, sono le parole di cordoglio che arrivano dall’associazione Jaima Sahrawi.