
Si tratta di una direttiva della Protezione civile nazionale, applicata localmente con il supporto dell’Usmaf, l’Ufficio sanitario marittimo aereo e di frontiera del Ministero della Salute. A Bologna sono i volontari della Protezione civile regionale dell’Emilia-Romagna (Pubbliche assistenze e Associazioni delle varie città) a svolgere questo compito, con l’uso di termometri laser.
Se il passeggero controllato ha una temperatura uguale o superiore a 37,5 gradi, proviene da zone a rischio e rientra nei casi sospetti previsti dalle linee guida del Ministero, scatteranno gli accertamenti medici.
L’attivazione dei controlli è stata possibile grazie alla collaborazione tra Usmaf, Ministero della Salute, Protezione civile regionale dell’Emilia-Romagna, 118, Croce Rossa Italiana, Anpas, Cavalieri di Malta, Polizia di Frontiera, Enac e Aeroporto Marconi di Bologna.

