
La collaborazione interpol ha consentito, dapprima, di identificare l’uomo attraverso le banche dati delle impronte digitali come un cittadino georgiano gravato da precedenti in patria. Mentre successivi accertamenti sulla carta di identità rumena che l’uomo aveva prodotto per ottenere la carta di identità italiana con generalità rumene, hanno verificato che questa era falsa (anche dai data base rumeni non risultava esservi alcun soggetto avente quelle generalità).
L’uomo, quindi, è stato identificato mercoledì e, anche in questa occasione, ha fornito le solite generalità rumene. Questa volta però gli investigatori della Squadra Mobile erano in grado di provare che stesse mentendo, procedendo al suo arresto in flagranza di reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. I documenti identificativi italiani sono stati sottoposti a sequestro ed è stato attivato l’Ufficio Immigrazione per le pratiche, previo nulla osta dell’Autorità Giudiziaria, relative alla espulsione dell’uomo dal territorio dello stato.

