
Un’attività, quella congiuntamente condotta dai carabinieri modenese e reggiani, portata a compimento grazie ai sospetti avuti dal titolare dell’ultimo caseificio contattato, che gli esternava ai carabinieri della stazione di Sestola dando via all’indagine e consentendo di arrestare in flagranza di reato i due truffatori. In particolare il non aver trattato sul prezzo durante la fase di compravendita e la richiesta di consegna di quanto acquistato su strada con l’indicazione delle modalità di conservazione dei prodotti caseari in maniera non corretta, induceva il titolare di un caseificio di Montecreto ad informare i carabinieri di Sestola che recependo l’anomalia avviavano unitamente ai colleghi di Pavullo nel Frignano una mirata attività che faceva rilevare in effetti delle anomalie tanto che gli stessi militari modenesi unitamente ai colleghi della stazione di Reggio Emilia Santa Croce predisponevano in via Debeli di Reggio Emilia, località indicata per la consegna, uno specifico servizio di appostamento.
Alle 9.00 di ieri all’arrivo del casaro con il furgone e dei due acquirenti a bordo di una Fiat Palio i militari intervenivano bloccando le parti. Si appurava che i due avevano in disponibilità un assegno, risultato falso compilato per un importo di 1.270 euro intestato al caseificio in questione. Ma non solo, durante la perquisizione nel veicolo dei due i militari rinvenivano oltre un quintale di parmigiano reggiano e una trentina di chili di altri prodotti caseari risultati proventi di una truffa portata a termine con le stesse modalità mezzora prima ai danni di altro caseificio di Polinago, sempre sull’Appennino modenese.
Accertati i fatti e alla luce della flagranza del reato di truffa i due parmigiani venivano arrestati e ristretti a disposizione della Procura reggiana. Il provento delle truffe veniva restituiti ai due caseifici raggirati, mentre i relativi assegni falsi usati nella compravendita venivano sequestrati.

