
L’inquinamento dell’Enza, come noto, era stato segnalato il 4 agosto da una guardia ecologica volontaria in località Cerezzola di Canossa. Sul posto erano intervenuti immediatamente agenti della Polizia locale Val d’Enza e specialisti del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’Ausl, riscontrando una notevole quantità di schiuma bianca che mostrava a tratti un’acqua corrente tinta di un colore marrone verdastro che emanava un odore sgradevole. Un probabile, considerevole sversamento di liquami, sul quale sono tuttora in corso le indagini coordinate dai Carabinieri forestali.
“Ci auguriamo che si possa risalire al più presto alle cause ed ai responsabili di questo grave inquinamento – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – In caso di procedimento, come pubbliche amministrazioni abbiamo deciso di costituirci parte civile per ribadire la volontà di salvaguardare il patrimonio ambientale del nostro territorio, un patrimonio bellissimo e prezioso, che intendiamo sempre più valorizzare, in quanto indispensabile per la qualità della vita dei nostri cittadini e delle future generazioni”.
Proprio all’Enza, da tempo, le amministrazioni pubbliche dedicano particolare attenzione, a partire dal Comune di Canossa: “Già nel 2016, insieme ad associazioni e cittadini, abbiamo avviato un importante progetto di valorizzazione e tutela del torrente, a partire dal recupero dei rifiuti, attraverso diverse giornate ecologiche – spiega l’assessore comunale all’Ambiente Mara Gombi – Sempre in quell’anno, con la Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee e Pro Natura, abbiamo stipulato una convenzione per utilizzare le loro guardie ecologiche volontarie nel monitoraggio delle acque, attività che viene svolta con grande e costanza e attenzione, come dimostra proprio il grave inquinamento scoperto a inizio mese. Due anni fa, inoltre, a livello di Unione abbiamo approvato un protocollo di intesa sull’uso sostenibile delle acque, anche adottando e promuovendo tra i cittadini linee di indirizzo per un consumo responsabile di questa preziosa risorsa, evitando innanzitutto gli sprechi”.

