
Alla presenza del sottosegretario Alessandra Todde, i rappresentanti cinesi di Arbos Lovol, nonostante fosse stato loro esplicitamente chiesto di non procedere ad atti unilaterali prima del tavolo ministeriale, hanno comunicato di aver depositato al tribunale di Modena la richiesta di concordato liquidatorio.
“Il termine ‘concordato liquidatorio’ in Italia significa chiusura, vuol dire mettere la parola fine a un marchio storico italiano, lasciare sulla strada 220 lavoratori con le loro famiglie e mettere in difficoltà centinaia di altri lavoratori dell’indotto– sottolinea l’assessore Colla-. A questa decisione irragionevole si è aggiunta una novità: a domanda precisa sulle sorti di Arbos la proprietà, che solo 10 giorni fa ci assicurava essere strategica per ricerca e sviluppo, oggi non è stata in grado di dare una risposta”.
“Il sottosegretario Todde – aggiunge Colla -, rimarcando il comportamento inaccettabile dell’azienda ma anche l’esigenza di ripristinare una collaborazione istituzionale leale fra i nostri due Paesi, ha avanzato considerazioni opportune e convincenti, che condividiamo pienamente. In attesa della convocazione del prossimo tavolo, come Regione Emilia-Romagna– conclude l’assessore- diamo piena disponibilità al Ministero per trovare tutte le possibili soluzioni che possano dare una risposta industriale sostenibile sia dal punto di vista finanziario che occupazionale e sociale. Ai lavoratori e alle istituzioni locali confermo la vicinanza e il sostegno mio personale e di questa Regione per la mobilitazione in atto”.

