
“Perché fino a questo momento – prosegue il primo cittadino della città dei Pico – è più un declassamento se vogliamo scendere in particolari. 100 i milioni di euro destinati a Carpi, contro i 16 milioni per Mirandola. 280 i posti letto contro i 126 del Santa Maria Bianca, prima dell’emergenza Covid ed ora ulteriormente decurtati. E poi? Primari e reparti autonomi, contro primari a scavalco e aree omogenee. E le sale operatorie: 10 quelle di Carpi, contro le 2 di Mirandola. Più che pari livello, a ben vedere si tratta di subalternità.”
“Senza contare – riprende il Sindaco Greco – che il Santa Maria Bianca è ancora in attesa delle Terapie intensive promesse anche dalla Consigliera regionale Palma Costi qualche mese fa. Oltre al fatto che restiamo in attesa di conoscere in modo dettagliato, quale sarà il piano di potenziamento; quando verranno superate definitivamente le aree omogenee; quando arriveranno i primari e il personale mancante. Soprattutto, in che modo si darà attuazione al tanto sbandierato “pari livello”. Continuare a parlare di integrazione senza dare seguito alle parole vuol dire non cambiare nulla. Ed è quello che ha fatto e prosegue nel fare fino ad ora la Regione. Dal canto nostro e per quello che rappresenta il presidio ospedaliero di Mirandola continueremo a vigilare affinché si proceda concretamente e non solo per proclami.”

