
Quando finalmente venne bloccato, messo in sicurezza e riportato alla ragione, l’uomo offrì ai due agenti che gli stavano contestando diverse infrazioni nonché il ritiro della patente, un assegno di cinquemila euro allo scopo di indurli a non procedere.
Alla luce di quanto successo gli agenti procedevano nei confronti dell’uomo, oltre che per contravvenzioni al codice della strada, anche per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale ed istigazione alla corruzione.
P.C. è stato quindi condannato e il 10 ottobre 2020 è stato emesso nei confronti dello stesso ordine di carcerazione, eseguito nella giornata di ieri, per l’espiazione della pena di 2 anni ed 8 mesi di reclusione.

