
Tante visite e grande apprezzamento per la mostra su tre sedi – Castelfranco e Pavullo, oltre a Castelnuovo –, curata da Sergio Bianchi, Alessandro Mescoli e Federica Sala e realizzata grazie al contributo della Fondazione di Modena, con la collaborazione di Freemind. “Pam, o meglio la sua struttura, ha confermato l’importanza di collegare tra loro spazi espositivi geograficamente distanti, ed artisti culturalmente lontani per poetica e generazioni – spiega il curatore Alessandro Mescoli –. Questo modello ci ha precocemente sorpreso, in quanto ha già incontrato interesse negli amministratori e negli ambienti della cultura modenese. È questo, insieme alle attenzioni di pubblico e critica, che ci gratifica. Analogamente a PAM, si sta pensando di sviluppare anche un’importante mostra sugli aspetti romantici del contemporaneo, in previsione per l’anno prossimo ad ottobre, con il desiderio di creare nuovi hub artistici e di ricerca sul territorio, che comprendano anche quelli già esistenti”.

