
L’attenta ed approfondita attività di controllo, evidenziata delle anomalie dei dati del tachigrafo digitale, dove vengono registrati i tempi di guida e di riposo del conducente, ha permesso di verificarne la manomissione. Il veicolo pesante, condotto dal 54enne B.A. di origine campana, veniva scortato presso un’autofficina specializzata per una verifica più approfondita, che permetteva di constatare l’effettiva manomissione del cronotachigrafo digitale in modo tale da impostare l’attività di riposo nonostante il veicolo fosse in movimento. Il dispositivo veniva disinstallato dal mezzo e sottoposto a sequestro per ulteriori accertamenti.
Gli agenti della polizia stradale hanno accertato che grazie a un bypass collegato nel vano motore sarebbe riuscito a “ingannare” la centralina, guidando più delle ore consentite e non riposando abbastanza per evitare i rischi dovuti alla stanchezza. Un escamotage purtroppo utilizzato spesso dalle aziende, specialmente da quelle con limitato numero di mezzi, per rispettare tempi di consegna stretti e trasportare la merce a destinazione massimizzando i guadagni, nonché in concorrenza sleale nei confronti degli altri autotrasportatori che circolano nel rispetto della normativa. Tutto a scapito della sicurezza su strada.

