
Oltre 6 milioni di euro sono stati finora donati dai Lions in tutta Italia per l’emergenza Coronavirus, di cui 625.000 euro in Emilia-Romagna. «A Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Ferrara fino alle province di Rovigo e La Spezia, la forza dei Lions è arrivata dritta agli ospedali – racconta il governatore del distretto -, con donazioni di migliaia di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari (mascherine, guanti, calzari, visiere, camici e tute monouso), e di attrezzature medicali di alto livello, ma anche fornendo analizzatori rapidi per tamponi, respiratori per terapia intensiva, apparecchi per respirazione non invasiva, per ossigenoterapia ad alti flussi, ecografi, monitor, siringhe elettriche ad infusione finanche tablet. Per il reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Parma, ad esempio, è stato realizzato un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso con undici telecamere per il monitoraggio dei pazienti».
Non sono peraltro mancate le iniziative a sostegno delle fasce più fragili della popolazione soprattutto spese solidali e consegna di pasti a domicilio. «I Lions di Modena – prosegue Tessari – hanno stretto una alleanza con la Croce Blu per portare gli alimenti alle famiglie in difficoltà – 50 pasti al giorno -, mentre quelli di Bologna hanno pensato ai giovani e agli studenti, fornendo centinaia di kit scolastici».
La task-force di raccolta fondi e crowdfunding guidata da Tessari – 2.400 Lions (84 club) e 150 Leo (15 club) -, è di nuovo al lavoro per fronteggiare le emergenze causate dalla grave crisi economico-sociale e dalla perdita involontaria dell’occupazione, con aiuti concreti e diverse modalità d’intervento: es. il progetto “Adotta un giovane” oppure “una famiglia” o una “impresa” (c/c IT57D05387 02402 000003255857 – Lions distretto 108Tb – emergenza nuove povertà).
«Siamo in stretto contatto con gli assessorati alla Sanità e al Welfare della Regione Emilia-Romagna per orientare la nostra attività dove c’è più bisogno, sempre al fianco delle associazioni di volontariato e dei servizi sociali comunali», conclude il governatore Tessari.

