Mercoledì 3 febbraio, alle ore 11, si svolgono le commemorazioni dell’eccidio di Porta Brennone. Quattro giovani partigiani, Sante Lusuardi, Dino Turci, Cristoforo Carabillò e Vittorio Tognoli, furono fucilati dai fascisti, dopo atroci torture, all’alba del 3 febbraio 1945 all’angolo tra corso Garibaldi e via Porta Brennone.

Alla cerimonia interverranno il vicepresidente dell’Anpi, Giovanni Rossini, il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e l’assessore comunale Lanfranco De Franco.

Nel rispetto delle normative in materia anti Covid, la commemorazione si svolgerà in assenza di pubblico.

I cadaveri dei quattro giovani partigiani, a piedi nudi e mani ancora legate con fil di ferro, vennero lasciati al margine della strada per alcuni giorni, con il divieto di rimuoverli e di darvi sepoltura, quale monito alla popolazione civile a non collaborare con la Resistenza.

Due erano correggesi, Sante Lusuardi e Dino Turci, di 21 e 22 anni. Il terzo, Cristoforo Carabillò di Castelbuono (Palermo) dove era nato nel 1917. Sottotenente dei bersaglieri nella caserma Reverberi, a Scandiano, era diventato amico e collaboratore del quarto ucciso, Vittorio Tognoli, 24 anni, studente universitario di Scandiano.

 

LIMITAZIONI AL TRAFFICO

In occasione delle celebrazioni, mercoledì 3 febbraio, dalle ore 8 alle 12, in via Porta Brennone saranno istituiti il restringimento della sede stradale e il divieto di sosta con rimozione nel tratto da corso Garibaldi a via della Racchetta.