
“I settori del turismo, del commercio, della ristorazione e dei servizi alla persona – continua la nota – rischiano di vedere persi migliaia di imprese e di posti di lavoro e questa dinamica avrà effetti ancor più pesanti sull’Appennino, dove già centinaia di imprese di questi settori stanno pensando seriamente di non riaprire più i battenti”. Per cercare di limitare i danni, secondo Confesercenti, occorre dare prospettive concrete a chi abita su questi territori, con progetti in grado di generare posti di lavoro. Consentendo, infatti, alle persone di abitare e lavorare sul territorio si garantisce automaticamente anche il presidio e la salvaguardia ambientale di un ecosistema fondamentale anche per le città e la pianura.
In questa logica rientra, ad esempio, il collegamento fra il Corno alle Scale e Cutigliano, in Toscana, che aprirebbe prospettive di fruizione della montagna sia nel periodo invernale che estivo consentendo l’accesso anche alle persone più fragili.
“È un progetto praticamente già finanziato – affermano Elisabetta Pasquali e Tania Landini, titolari di due alberghi a Vidiciatico, nel comune di Lizzano in Belvedere e associate di Confesercenti Bologna – e di cui si parla da alcuni anni. Un progetto su cui chi abita in queste zone conta perché in grado di rivitalizzare un’economia che si sta spegnendo nonostante gli sforzi e gli investimenti prodotti di chi qua è nato e vorrebbe continuare a vivere. La salvaguardia del nostro ambiente è una priorità per chi lavora nel turismo e crediamo che, grazie alle moderne tecniche di realizzazione, oggi si possano costruire impianti nel rispetto del territorio. È importante, però, che si proceda in fretta per non rischiare di trasformare le nostre montagne in musei disabitati.”

