
Dopo un primo contatto telefonico seguito dalla trattativa su WhatsApp, la vittima si dichiarava intenzionata all’acquisto provvedendo, come richiesto dall’inserzionista per bloccare la vendita, a versare l’importo richiesto attraverso al ricarica di una postepay fornitagli dal venditore. Inviati i soldi, i contatti si sono completamente azzerasti. Non riuscendo più a contattare il venditore la vittima concretizzato di essere rimasto vittima di un raggiro, l’uomo si è presentato ai carabinieri della stazione di Montecchio Emilia formalizzando la denuncia per truffa.
Dopo una serie di riscontri tra il numero telefonico associato all’inserzione esca e la carta prepagata dove era confluito l’importo versato, i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sugli odierni indagati – il 49enne di Napoli e l’amico 23enne abitante nello stesso comune partenopeo – nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di concorso in truffa per la cui ipotesi di reato venivano quindi denunciati.

