Onlife, la vita ai tempi della rivoluzione digitale. Lovink, Marzano, Schiffrin, Cirio nella nuova stagione di AGO Modena Fabbriche CulturaliFino a qualche tempo fa pensavamo di vivere tra due mondi, quello della connessione virtuale e quello della disconnessione reale. Oggi siamo giunti alla conclusione che quel mondo è uno solo, che il confine tra online e offline è stato sgominato. Onlife è la nuova condizione umana nell’era del digitale: l’esistenza nella quale la barriera fra reale e virtuale è caduta, creando attraversamenti e interconnessioni tra queste due dimensioni che punteggiano la nostra esperienza comune e quotidiana.

Agli impatti sociali, politici e antropologici dell’epoca onlife Ago Modena Fabbriche Culturali dedica la sua stagione di attività estive, in programma dal 4 al 13 giugno – il calendario completo è disponibile su www.agomodena.it/it/programma/ – con 11 appuntamenti tra esperienze, performance e l’intervento di grandi nomi ed esperti dei diversi settori: attraverso conversazioni, esperienze, performance e laboratori si mostrano in modo ravvicinato le potenzialità di dialogo tra l’innovazione tecnologica e quella culturale.

In questa stagione diversi eventi si svolgono finalmente dal vivo, con posti limitati prenotabili online. Tutti i progetti dal vivo presentano un corrispettivo digitale, sotto forma di prodotto immersivo o di rimando a una piattaforma di digitalizzazione: performance di danza, itinerari teatrali e visite guidate animano così l’Ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, valorizzandone gli spazi e restituendoli al pubblico.

Per contro gli appuntamenti di parola – conversazioni e dibattiti – si svolgono online, in diretta streaming sul sito e sulla pagina facebook di AGO.

La programmazione dell’hub modenese che collega arte e tradizione umanistica, cultura scientifica e innovazione ha debuttato con una stagione invernale dedicata alla trasmissione del patrimonio culturale garantito dalle piattaforme digitali, in primavera ha approfondito la natura stessa della realtà digitale attraverso la parola chiave iQuanti e ora prosegue indagando la nuova realtà Onlife.

 

Esperienze e azioni

Una coreografia di danza site-specific studiata appositamente per essere ospitata all’interno della Farmacia storica, parte dell’Ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, apre il programma in presenza sabato 5 e domenica 6 giugno. Qui gli spettatori vengono letteralmente immersi in uno spettacolo dal vivo e in realtà virtuale: Meridiana è a cura di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto. L’esperienza dal vivo viene alternata all’esperienza in virtual reality: al termine della performance lo spettatore può infatti rivivere lo spettacolo attraverso un visore di realtà aumentata duplicando l’esperienza fisica in realtà virtuale; un confronto tra diverse dimensioni, fisica e digitale, che amplia lo spettro percettivo del fruitore (sabato 5 e domenica 6 giugno, in tre repliche alle 15:30, 17:00, 18:30, prenotazioni online a partire dal 1 giugno, Farmacia storica, Ex Ospedale Sant’Agostino). Anche Kepler è a cura di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto: in questo caso una coreografia quasi fantascientifica crea micro/macro-mondi all’interno della Chiesa di San Nicolò, sempre nel doppio registro, dal vivo e in realtà virtuale (Sabato 5 e domenica 6 giugno, in tre repliche alle 15:30, 17:00, 18:30, prenotazioni online a partire dal 1 giugno, Farmacia storica, Ex Ospedale Sant’Agostino).

Domenica 6 giugno si prosegue con la visione di danze “virtuali” durante la visita degli spazi dell’ex Ospedale Sant’Agostino, di cui viene approfondita la storia. Danze virtuali per visite reali è una visita guidata che unisce esperienze immersive di coreografie virtuali a un tour reale negli spazi fisici dell’ex ospedale voluto da Francesco III d’Este (domenica 6 giugno, 10:00, 11:00, 12:00 Farmacia storica e Chiesa San Nicolò, Ex Ospedale Sant’Agostino).

Il weekend successivo, sabato 12 e domenica 13 giugno, un itinerario teatralizzato a cura di Teatro dei Venti attraversa i locali del complesso Sant’Agostino per animarli con voci e atmosfere direttamente tratte dal Gridario Estense, corpus di 5.000 norme emendate tra il 1598 e il 1796. Gride tra le mura – realizzato anche in collaborazione con il Centro linguistico interdipartimentale per le Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia e con  l’Archivio di Stato di Modena – rievoca epidemie del passato, cura dei corpi e guarigioni settecentesche (Sabato 12, domenica 13 giugno alle 10:00, 12:00, 15:00, 17:00, inizio percorso: Farmacia Storica – Ex Ospedale Sant’Agostino. Prenotazioni online a partire dall’8 giugno).

 

Lezioni e conversazioni

Le conversazioni in diretta streaming su agomodena.it prendono il via venerdì 4 giugno con una rilettura della performance di Aterballetto in chiave drammaturgica, tecnologica e filosofica. La filosofa Michela Marzano, il direttore artistico di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Gigi Cristoforetti, e Roberto Montanari, co-fondatore di RE:Lab, che ha curato la virtualizzazione della performance, si confrontano sulla vulnerabilità dei corpi e il potere espressivo delle loro crepe (venerdì 4 giugno alle 18, in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, RE:Lab).

Martedì 8 giugno una conversazione illustra il progetto di digitalizzazione del Gridario Estense e ricostruisce il valore normativo e sociale di questo vero e proprio Codice: un vastissimo corpus di gride a stampa che copre l’arco cronologico da fine ‘500 a fine ‘700, lo specchio di due secoli di rivoluzioni e cambiamenti. I 44 volumi che compongono il Gridario, parte del fondo Archivio Estense dell’Archivio di Stato di Modena, sono stati integralmente digitalizzati e resi pubblici sulla digital library Lodovico. Presentano il progetto Elio Tavilla, storico del diritto dell’Università di Modena e Reggio Emilia e suo responsabile scientifico, Annalisa Sabattini e Lorenza Iannacci, archiviste dell’Archivio di Stato di Modena (martedì 8 giugno alle 18, in collaborazione con DHMoRe, Archivio di Stato di Modena).

Un viaggio nello stress da iperconnessione, la cosiddetta “Zoom fatigue”: mercoledì 9 giugno alle 18 Lisa Iotti, reporter di “Presa diretta”, e Geert Lovink, personaggio di spicco dei Media Studies, fondatore e direttore dell’Institute of Network Cultures di Amsterdam, discutono della dipendenza – scelta e imposta – dai dispositivi digitali acutizzatasi enormemente durante la pandemia, con i concomitanti rischi di distrazione, frustrazione, scarso rendimento.

Una diagnosi di questo genere indica che all’iperconnessione della vita onlife occorre essere educati, per osservare una “dieta mediale” che consenta il fiorire di competenze e soluzioni applicative. In un panel a cura di FEM – Future Education Modena verrà approfondito l’assemblaggio di algoritmi, biologia e socialità che costituisce il contesto di questa svolta. Protagonisti: il neuroscienziato Alessandro Zocchi, la psicologa cognitiva Angela Boldini, il sociologo Giovanni Boccia Artieri e la pedagogista Maria Ranieri (giovedì 10 giugno alle 10).

In modo ancor più specifico che rispetto agli studi sui media, il giornalismo investigativo ha trovato nel digitale nuovi strumenti e nuove pratiche: inchieste cross-border internazionali, data journalism e giornalisti/hacker sono alcuni degli elementi entrati nel campo giornalistico grazie alla digitalizzazione del settore. Venerdì 11 giugno alle 18 Philip Di Salvo, ricercatore presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano, dialoga con Anya Schiffrin, docente di Tecnologia, Media e Comunicazione presso la Columbia University di New York, tra le principali esperte internazionali di questi temi: ne emergerà un’antologia di grandi inchieste giornalistiche sviluppatasi a partire dall’analisi di dati (venerdì 11 giugno alle 18, in collaborazione con Associazione DIG).

Interpellando il tema nei termini di una sua appropriazione artistica, Paolo Cirio nelle sue opere svela quanto sia poroso il sistema di privacy in ambito digitale, minato da hackeraggi, furto di dati e pirateria di diritti. Laura Carrer, esperta di digital rights e advocacy, dialoga con l’artista mettendo a nudo i rischi giuridici e sociali implicati dall’utilizzo dei sistemi di sicurezza in uno stato di “continua sorveglianza” (sabato 12 giugno alle 18, in collaborazione con FMAV – Fondazione Modena Arti Visive).

Infine, le barriere tra web e mondo fisico si attraversano in un andirivieni continuo anche nel caso della produzione e fruizione di musica: domenica 13 giugno i due musicisti Emiliano Colasanti e Corrado Nuccini affrontano il tema della fast-music, ovvero come la digitalizzazione imperante abbia influenzato anche l’ambito musicale, i tempi d’ascolto, le modalità di ricerca e la produzione stessa. Complice anche l’entrata in scena di nuove misure anti-contagio, la musica dal vivo e tutto ciò che la circonda ripensa se stessa in un’epoca digitale e distanziata (domenica 13 giugno alle 18, in collaborazione con Centro Musica del Comune di Modena).

E’ possibile seguire gli appuntamenti di AGO in diretta sulla pagina Facebook AGO Modena Fabbriche Culturali (@AGOModenaFaCultura) e sul sito www.agomodena.it

Per assistere alle performance dal vivo è necessario prenotarsi