Home Reggio Emilia Il microscopio al servizio della diagnosi intraoperatoria dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia

Il microscopio al servizio della diagnosi intraoperatoria dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia

ADV


Un progetto che sarà sviluppato dai professionisti di Anatomia patologica, Skin Cancer Unit, Chirurgia senologica ed Endoscopia digestiva dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia ha ottenuto un finanziamento di 400mila euro nell’ambito del programma di Ricerca sanitaria finalizzata dell’Emilia-Romagna 2020. Lo studio verterà sull’utilizzo del microscopio confocale nelle indagini intraoperatorie in ambito oncologico.

Titolo del lavoro, che sarà sviluppato in collaborazione con l’Urologia del Policlinico Universitario di Modena, è “Ex-vivo fluorescence confocal microscopy technique for a fast intraoperative evaluation in different oncological settings: prostate surgery, Mohs surgery for basal cell carcinoma of the skin, breast surgery and gastro-intestinal endoscopy”. Il progetto, che ha concorso nell’ambito dei “progetti di ricerca Regione-Università” per il tema “tecniche per la diagnosi rapida intraoperatoria in oncologia”, è arrivato primo a pari merito con un punteggio di 67,5/70.

Lo studio prevede l’applicazione della microscopia confocale a fluorescenza per la diagnosi rapida intraoperatoria (mentre si sta eseguendo un intervento) in diversi ambiti oncologici. Il microscopio confocale a fluorescenza applicato alla pratica clinica è una tecnologia emergente, in grado di fornire un dettaglio istologico di biopsie e pezzi chirurgici direttamente in sala operatoria, in pochi minuti e senza bisogno della processazione standard da parte del laboratorio di Anatomia patologica. Il pezzo tolto dal chirurgo viene appoggiato sullo strumento, in grado di produrre immagini digitali che possono essere salvate e condivise a distanza, in tempo reale, con il patologo o altri consulenti.

Nello specifico, lo strumento sarà impiegato per valutare i margini di resezione e guidare così l’atto chirurgico favorendo il maggior risparmio possibile di tessuto sano, nella chirurgia della prostata, dei carcinomi basocellulari della cute e nella chirurgia senologica. Il microscopio sarà inoltre testato per lo studio rapido delle biopsie endoscopiche in corso di esami di endoscopia digestiva.

Per quanto riguarda la Chirurgia prostatica e del Carcinoma basocellulare esistono già alcune evidenze, che le strutture che partecipano al progetto hanno contribuito a creare con pregresse esperienze di ricerca. In relazione a queste discipline quindi lo scopo, all’interno del presente studio, è quello di promuovere la microscopia confocale ex-vivo in sala operatoria come metodica sicura ed efficace con l’obiettivo di ridurre al minimo la percentuale di interventi chirurgici in cui la neoplasia non risulti completamente asportata. La Chirurgia senologica e l’Endoscopia digestiva rappresentano invece ambiti nuovi, in cui l’intento è uno studio di fattibilità per verificare i reali vantaggi del metodo.

 

Articolo precedenteBagnolo in Piano: copre gli autori di un furto, modenese denunciata per favoreggiamento personale
Articolo successivoPremio Ricerca Big Data e Artificial Intelligence a giovane ricercatore DESU