
Nel capoluogo Stefania Gasparini e Andrea Artioli erano insieme ad Alessandro Fracavallo, assessore del Comune di Novi, con il gonfalone dell’Unione Terre d’Argine portato da due agenti della Polizia Locale; nel cimitero cittadino, Carlo Alberto Fontanesi ha deposto un cesto di fiori sulla tomba di Tino Lugli, presente la cognata e alcuni amici di famiglia.
La strage avvenne alle 10:25 di sabato 2 agosto 1980: una carica esplosiva collocata nella sala d’aspetto di 2a classe fece crollare un’intera ala dell’edificio, provocando 85 morti e 200 feriti, di varie nazionalità: molti degli italiani erano emiliano-romagnoli, fra i quali Lugli e la sua fidanzata, Carla Gozzi, 36 anni, di Concordia – lui gestiva un negozio di merceria a Carpi con il fratello, lei era impiegata in un maglificio, e stavano aspettando il treno per andare in vacanza alle Tremiti.
La cerimonia di Bologna, organizzata come ogni anno dalla “Associazione Familiari Vittime della strage del 2 agosto” e dal “Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi”, dopo le restrizioni dell’anno scorso causa Covid è tornata oggi nella formula tradizionale con corteo da piazza del Nettuno a piazza Medaglio d’Oro, e orazioni ufficiali di fianco al luogo dell’esplosione.
Per il Governo erano presenti i Ministri Cartabia e Bianchi.


