La sesta campagna di scavo archeologico di Tannetum a Taneto di Gattatico in provincia di Reggio Emilia si è appena conclusa rivelando nuovi aspetti fondamentali per ricostruire la storia dell’antica città romana scomparsa di Tannetum. Dal 23 agosto all’11 settembre la squadra di scavo internazionale guidata dal professor Paolo Storchi dell’Università di Bologna è tornata per il sesto anno consecutivo ad indagare il comprensorio che separa S. Ilario e Taneto, dove gli studi del Professore collocano l’antica Tannetum, di cui nel 2016, si è identificato l’anfiteatro.

 

Capofila del progetto di ricerca Si tratta di un progetto di ricerca internazionale che vede la partecipazione della Sapienza, Università di Roma e dalla Syddansk Universitet di Odense, in Danimarca (Prof. L. Migliorati e J. Carlsen). Le ricerche sono condotte sul campo da Paolo Storchi, su concessione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (Funzionario incaricato dott.ssa Monica Miari). Il tutto col supporto dei Comuni di Gattatico e Sant’Ilario d’Enza.

Le attività di quest’anno si sono concentrate in due siti, entrambi compresi nella municipalità di Gattatico; mentre nel 2020 i siti indagati, sempre due, erano entrambi nel comprensorio di Sant’Ilario d’Enza. Una alternanza che va avanti fin dal 2016, anno di inizio delle ricerche, che dimostra come il patrimonio archeologico unisca solidamente queste realtà: in questo caso, come sempre dovrebbe essere, la cultura unisce le comunità.

 

Il passato romano. Nell’area urbana del parco della Bertana di Taneto è stato effettuato uno dei due sondaggi di scavo. Questo luogo vissuto finora dalla cittadinanza come un comune parco cittadino ha invece rivelato tracce insospettabili e importanti del nostro passato. Si tratta di stratificazioni e strutture risalenti alla prima romanizzazione del territorio, forse legate anche al residuo popolamento celtico che però aveva la propria sede principale in un villaggio individuato poco più a ovest, nelle campagne 2017 e 2018. Si sta quindi gettando luce sull’origine della città, si tratta di scoperte particolarmente interessanti che colmano una lacuna nella nostra conoscenza nel territorio di Taneto e che meriteranno ulteriori approfondimenti nel corso dei prossimi anni.

 

Il Medioevo. Gli scavi nel fortilizio altomedievale del Castellazzo. Contemporaneamente proseguono le ricerche sul fortilizio altomedievale del Castellazzo. La struttura fortificata indagata in continuità dal 2017 ha restituito negli anni reperti straordinari, fra i quali quelli che sono fra i più antichi scacchi noti, ad oggi, in Europa, fabbricati in Iran e giunti fino alla media valle dell’Enza in un momento in cui questo territorio era “al centro del mondo”. Dopo avere indagato, negli anni precedenti, l’ingresso della struttura e una delle otto torri che la caratterizzava (per il restauro della quale il Ministero della Cultura ha stanziato un cospicuo finanziamento, vista la speciale importanza del ritrovamento) le ricerche di quest’anno si sono focalizzate nel cercare di comprendere cosa avvenisse all’esterno del castello. La ricerca ha messo in luce strutture complesse che dovranno essere indagate con attenzione, ma che mostrano come il luogo fosse di assoluta rilevanza per una buona fetta dell’Alto Medioevo.

 

Il team, guidato da Paolo Storchi, docente di Archeologia del Paesaggio all’Università di Bologna, campus di Ravenna e noto, oltre che per le ricerche emiliane, per diverse scoperte in Grecia che hanno avuto risonanza sulle più importanti riviste internazionali (Annuario della Scuola Archeologica Italiana di Atene, National Geographic, La Stampa, Repubblica), ha visto la partecipazione di 15 giovani archeologi, fra studenti di laurea magistrale e ricercatori più formati (alunni della Scuola di Specializzazione in Archeologia e dottorandi).

 

La comunità locale al fianco dei giovani ricercatori. Da segnalare l’attenzione e la curiosità dei residenti per questi scavi. I giovani studiosi hanno potuto contare quotidianamente sul sostegno e sull’affetto degli abitanti. Una presenza gentile, sempre benvoluta dai ricercatori con i quali si è dato vita ad un nuovo ponte culturale tra epoche e Paesi diversi. Una nuova comunità internazionale nata a Sant’Ilario d’Enza e Taneto nel segno dell’archeologia. Tutti uniti e fiduciosi in nuove scoperte. Da segnalare anche il supporto costante da parte del Gruppo Storico-Archeologico val d’Enza, dell’Associazione Culturale Tannetum, oltre che dell’Arci di Taneto: dimostrazione della straordinaria vivacità culturale di questa valle.

Le ricerche che Paolo Storchi da anni conduce sono sempre seguite e sostenute dalle due comunità, sia quella di Gattatico, che di Sant’Ilario d’Enza, come dimostrato dall’ampia partecipazione alla cena, organizzata dall’Associazione Culturale Tannetum, che lo scorso 27 agosto ha portato nel parco Rosselli, a Taneto, decine di partecipanti, numeri limitati soltanto dalle normative anti covid.

Il sostegno economico alle campagne di scavo viene un pool di aziende (in primis Clevertech SPA, ma anche Italsughero, Conad, Pizzeria il Ghiottone, Etra Restauri, Ra. Ga SRL, Carrozzeria Capelli, GST snc, Agriturismo Arco Antico, Fam. Artistica Reggiana, Geom. D. Barbieri, Nowotec) che finanziano di anno in anno le ricerche, o con contributi, o con prestazioni gratuite. Ma vanno ricordate alcune peculiarità di questa storia: le persone, davvero straordinarie, che ruotano attorno a questo progetto. Dove si trova un archeologo che va in televisione, vince 10 000 euro e ne regala gran parte al suo progetto di ricerca? Dove due scrittori piuttosto noti (I. L. Federson) che scrivono un libro e dedicano tutti i proventi a uno scavo archeologico? Dove una comunità che utilizza il proprio ingegno a sostenere questo gruppo di ragazzi, per esempio, inventando il profumo di Tannetum, dedicando una speciale torta alle ricerche, o perfino componendo una canzone per gli scavi?

La grande bellezza di Tannetum sono sicuramente i risultati scientifici raggiunti da un team di livello internazionale, ma anche questo infinito amore da parte delle comunità che non vede campanilismi, né confini di alcun tipo.