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“L’Ebraismo e l’interpretazione della Torah”: venerdì 29 ottobre Massimo Giuliani in Fondazione San Carlo

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Venerdì 29 ottobre proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema Libri sacri. Fondamenti teologici e interpretazioni culturali nelle religioni ideato dal Centro Studi Religiosi. Massimo Giuliani presenta la conferenza dal titolo Torah. Rivelazione e interpretazione nell’ebraismo

Massimo Giuliani è professore di Pensiero ebraico presso l’Università di Trento. Studioso dell’ebraismo moderno e contemporaneo, nonché del rapporto tra filosofia e pensiero ebraico, ha approfondito i temi legati alla Shoah, il giudaismo conservative americano e il dialogo ebraico-cristiano, non mancando di svolgere attività di comunicazione pubblica anche su quotidiani e riviste. Curatore dell’edizione italiana di alcune opere di Maimonide, Mosheh Hayyim Luzzatto e Gershom Scholem, ha pubblicato di recente: La giustizia seguirai. Etica e halakhà nel pensiero rabbinico (Firenze 2016); La filosofia ebraica (Brescia 2017); Il Rabbi di Asti. Su Paolo De Benedetti (Brescia 2019); Le terze tavole. La Shoah alla luce del Sinai (Bologna 2019); Il dizionarietto di ebraico. Lingua divina sulle labbra degli uomini (et al., Brescia 2019); Le corone della Torà. Logica e midrash nell’ermeneutica ebraica (Firenze 2021).

A me pare si possa dire che né la Torà, che costituisce la parte centrale del Tanakh nella tradizione ebraica; né i Vangeli e più in generale il Nuovo Testamento dei cristiani; né il Corano e la Sunna (la raccolta dei detti del profeta Muhammad) – spiega Massimo Giuliani – sono testi che i credenti ricevono senza una catena storica di interpretazioni orali. Anzi, proprio tale storia ermeneutica di oralità, a sua volta ricevuta e trasmessa, costituisce l’alveo principale della vita religiosa delle tre religioni monoteiste.

Nel giudaismo la distinzione tra Torà orale e Torà scritta è fondamentale e rappresenta, non a caso, un punto di distinzione con il cristianesimo. Quest’ultimo, infatti, condivide con il giudaismo – essendo nato in esso – tutto il patrimonio della Torà scritta, esistente fino all’epoca di Gesù, ma non i testi ebraici successivi come il Talmud. Ora, il Talmud è il cuore della Torà orale, ossia l’insieme delle interpretazioni e delle regole esegetiche e della giurisprudenza religiosa (halakhà) con cui la Bibbia ebraica – intesa come Torà scritta – viene letta e applicata alla vita degli ebrei. Da duemila anni i depositari di questa arte dell’interpretazione ebraica sono i rabbini, che non sono i preti del giudaismo ma solo degli studiosi che hanno approfondito la conoscenza del «libro sacro» e delle sue interpretazioni date nel corso delle generazioni, e che quindi hanno titolo per aggiungere altre interpretazioni e nuove applicazioni a quelle già date. Per questo si dice, a ragione, che il giudaismo sia più una religione del commento che una religione del libro.

 

La conferenza si tiene presso la Fondazione San Carlo (Via San Carlo, Modena) con inizio previsto alle ore 17.30. L’ingresso è libero su prenotazione (effettuabile su www.fondazionesancarlo.it) fino a esaurimento posti (a richiesta si rilasciano attestati di partecipazione). Le conferenze saranno trasmesse in diretta web e successivamente potranno essere gratuitamente consultate sul sito della Fondazione. Attraverso i canali di streaming è possibile interagire in diretta con le conferenze inviando commenti e domande.

Per informazioni: tel. 059.421208 – csr@fondazionesancarlo.it

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