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Un anestesista rianimatore del Policlinico di Modena nella delegazione della protezione Civile che parte oggi per la Sierra Leone

Il dottor Stefano de Julis lavora all’Anestesia e Rianimazione 1

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Il dottor Stefano De Julis, anestesista-rianimatore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, strutturato della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico diretta dal professor Massimo Girardis, farà parte della task force italiana in partenza per Freetown, capitale della Sierra Leone, nell’ambito della missione di soccorso umanitaria nel paese per fornire assistenza ai 500 feriti, per lo più ustionati, coinvolti nello scoppio di una cisterna avvenuta 4 giorni fa. La task force italiana sarà composta da 2 chirurghi plastici, 2 rianimatori e 2 operatori del Dipartimento di Protezione civile.

Classe 1984, Originario di Corridonia, ma specializzato in UNIMORE, il dottor De Julis è stato assunto di ruolo nel 2019.

Mi unisco ai complimenti al dottor De Julis già espressi dall’Assessore politiche per la salute per la disponibilità a partire per questa missione umanitaria, confermata in pochissime ore – ha commentato il dottor Claudio Vagnini, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena – e auguro buon lavoro a tutta la delegazione italiana. È significativo che sanitari già duramente provati da due anni di pandemia siano sempre pronti ad aiutare il prossimo. Non è una disponibilità da dare per scontata e che, ancora una volta, conferma la grande caratura umana del nostro personale”.

La cosa importante e più bella per me come direttore – ha aggiunto il prof. Massimo Girardisnon è solo il fatto che Stefano ha accettato subito, ma anche che il resto dell’Equipe medica si è resa subito disponibile a coprire tutti i suoi turni di lavoro. Encomiabile lui a dare disponibilità ma bravissimi anche i colleghi. La sentiamo quasi una missione di gruppo e questo mi rende orgoglioso della nostra squadra”

Commenta il dottor De Julis: “La scelta è stata istintiva, per dare una mano a colleghi che si trovano in estrema difficoltà e che già normalmente lavorano in condizioni di precarietà e di povertà. Restituire idealmente quello che noi come Servizio abbiamo ricevuto
l’anno scorso in emergenza Covid con colleghi anestesisti esterni all’azienda sono venuti a darci un aiuto per tirare il fiato. Ciò che porto con me è l’esperienza anestesia di chirurgia addominale maggiore dei trapianti e gestione pazienti critici anche in shock settico, di cui Modena è centro eccellenza”.

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