
«E’ presto, quindi, per tirare le somme anche perché molti ristoranti -continua Davide Massarini- stanno cercando ancora una volta di parare il colpo puntando sull’asporto. Se il Natale del 2020 sarà ricordato come il primo dall’avvento del Covid, quello di quest’anno passerà alla storia come quello dell’incertezza e della paura di ricominciare da capo. Il nemico invisibile col quale stiano combattendo ormai da due anni non ha per nulla mollato la presa e anzi si trasforma continuamente sotto forma di varianti più contagiose. E’ ovvio di conseguenza che in generale i consumi del Natale 2021 risentano di questa situazione tanto che, secondo un’indagine Confcommercio, più di un regalo su tre quest’anno è stato acquistato in anticipo a novembre, in aumento rispetto al 23,3% dell’anno scorso, e tra chi aveva programmato di partire per le festività natalizie, il 17% degli italiani, quasi la metà ha annullato il viaggio».
Internet, dopo il boom dello scorso anno, quest’anno rallenta confermandosi comunque il canale di acquisto principale per i regali di Natale (69%). Seguono la distribuzione organizzata (56,7%), i negozi di vicinato (42,5%), gli outlet e i punti vendita del commercio equo-solidale; brusca poi la frenata per i viaggi e le vacanze.
«La risalita dei contagi -conclude Davide Massarini- sta condizionando i comportamenti tanto che tra chi aveva programmato di partire in occasione delle festività natalizie uno su due ha deciso di rinunciare alla partenza. Anche quest’anno sotto l’albero troviamo il mal comune mezzo gaudio, in attesa di tempi migliori».

