Come ogni anno, l’Unione delle Terre d’Argine riassume con una nota i dati più importanti relativi ai servizi scolastici ed educativi offerti sul territorio, dati che si possono trovare (assieme a molti altri) anche sul sito dell’ente (www.terredargine.it). In particolare, i dati relativi ad iscritti e frequentanti sono relativi al periodo novembre-dicembre 2021.

Anche questa rilevazione annuale avviene quindi nel corso della perdurante emergenza da SARS-CoV-2 (o Covid’19).

 

Nidi d’infanzia

Sul territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2021-2022 sono funzionanti:

– 11 nidi d’infanzia comunali;

– 4 nidi d’infanzia privati convenzionati con l’Unione.

 

Il totale di bambini frequentanti i nidi d’infanzia e servizi alla prima infanzia è di 822 (ben +58 rispetto all’anno scorso).

In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:

– 62 frequentanti a Campogalliano, pari al 49,2% (+5,2% rispetto all’anno scorso) dei bambini residenti in età;

– 580 frequentanti a Carpi, pari al 42,8% (+1,9% rispetto all’anno scorso) dei bambini residenti in età;

– 57 frequentanti a Novi di Modena, pari al 36,1% (+9,5% rispetto all’anno scorso) dei bambini residenti in età;

– 123 frequentanti a Soliera, pari al 49,6% (+14,7% rispetto all’anno scorso) dei bambini residenti in età.

 

I bambini con cittadinanza non italiana sono 67 (8,1% degli iscritti).

I bambini con disabilità certificata sono 16 (1,9% degli iscritti).

 

Il 48,2% dei bambini residenti in età 0-3 anni nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine frequenta il nido d’infanzia (in significativa crescita +9,1% rispetto all’anno scorso).

Secondo quanto espressamente stabilito dal Piano nazionale italiano di ripresa e resilienza (PNRR) nell’estate 2021 l’obiettivo è portare l’Italia al di sopra della soglia del 33% del tasso di educazione (rapporto tra bambini frequentanti i servizi alla prima infanzia / bambini residenti in età) stabilita nel consiglio europeo di Barcellona quasi venti anni fa (2002), poi confermato dalla Commissione europea in relazione alla strategia Europa 2020 per quanto riguarda il programma Istruzione e formazione 2020 (ET 2020). Tale obiettivo è quindi stato, nonostante la pandemia da Covid ’19, raggiunto e ampiamente superato.

 

Se consideriamo il tasso di risposta alle domande di iscrizione ai nidi di infanzia pervenute nell’anno scolastico 2020-2021, sul territorio dell’Unione le risposte evase rispetto alle richieste di iscrizione sono in complesso il 84,9% a dicembre 2021 (-12,6% in riferimento allo scorso anno).

In specifico, questi sono i dati relativi ai 4 comuni dell’Unione per l’anno scolastico 2021-2022:

– a Campogalliano le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 90,5%;

– a Carpi le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 80,5%;

– a Novi di Modena le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 100,0%;

– a Soliera le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 98,7%.

 

Nel corso dell’anno, a fronte di rinunce e nuove iscrizioni, le liste d’attesa vengono aggiornate (in ottobre ed in gennaio di ciascun anno) e si dà luogo a nuovi ingressi (fino al mese di marzo di ciascun anno). Grazie a questi interventi, il tasso di risposta alle domande d’iscrizione al nido d’infanzia per l’Unione delle Terre d’Argine arriverà ad avvicinarsi al 100% delle richieste, assicurando contestualmente l’ingresso progressivo di nuovi bambini.

Nel territorio dell’Unione sono autorizzati tre Piccoli Gruppi Educativi, quattro sezioni ‘primavera’ e due servizi sperimentali presso le scuole d’infanzia comunali Arcobaleno e Peter Pan.

Come previsto, nell’ottobre 2021 è stato riattivato il Centro Bambini e Famiglie “Scubidù” di Carpi con specifico protocollo di sicurezza per la prevenzione da Covid’19. I frequentanti di questo servizio sono mediamente circa 45 a settimana.

Sono invece al momento ancora sospesi, Centri Bambini e Famiglie usualmente funzionanti a Novi di Modena e Soliera. Si conta di riattivarli nell’anno 2022.

 

Scuole dell’infanzia

Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2021-22 sono funzionanti:

– 9 Scuole d’infanzia comunali, per complessive 29 sezioni (come il precedente anno);

– 15 Scuole d’infanzia statali, per complessive 54 sezioni (-1 rispetto all’anno scorso);

– 10 Scuole d’infanzia paritarie autonome, per complessive 29 sezioni (+1 rispetto all’anno scorso).

 

Il totale dei bambini frequentanti nelle 112 sezioni funzionanti è di 2.291 (-1 bambino rispetto allo scorso anno scolastico, quindi con un dato quasi costante).

I bambini iscritti con cittadinanza non italiana sono 553 (il 24,14% del totale, in crescita rispetto all’anno scorso).

I bambini con disabilità certificata sono 59 (10 in meno rispetto all’anno precedente).

 

Oltre il 96% dei bambini residenti nel territorio dell’Unione si iscrive alla scuola d’infanzia.

Il documento sottoscritto dai paesi europei nel Consiglio Europeo di Barcellona del 2002, prevedeva in relazione alle scuole d’infanzia, di raggiungere entro l’anno 2010 l’obiettivo della soddisfazione del 90% della domanda potenziale. In seguito, la Commissione europea con la strategia Europa 2020 ed il programma Istruzione e formazione 2020 (ET 2020) ha portato il parametro di soddisfazione della domanda di scuola di infanzia, da raggiungere entro il 2020, al 95%.

La nuova strategia europea (Agenda 2030) prevede, per i bambini di età superiore ai 4 anni, un nuovo obiettivo da conseguire per il 2030: il 98% dei residenti in età.

Anche questo obiettivo, nonostante la pandemia da Covid ’19, risulta quindi linea con gli obiettivi prefissati.

 

Se consideriamo il tasso di risposta alle domande di iscrizione alle Scuole dell’infanzia pervenute nell’anno scolastico 2021-2022, sul territorio dell’Unione le risposte evase rispetto alle richieste di iscrizione sono in complesso il 100%. La stessa percentuale è presente su tutti e 4 i comuni dell’Unione.

 

Scuole primarie

Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2021-2022 sono funzionanti 22 Scuole primarie di cui 2 paritarie.

In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:

– a Campogalliano: 1 Scuola primaria (20 classi con una media di 19,60 alunni per classe);

– a Carpi: 16 scuole primarie, di cui 2 paritarie (154 classi con una media di 20,15 alunni per classe);

– a Novi di Modena: 2 Scuole primarie (17 classi con una media di 21,59 alunni per classe);

– a Soliera: 3 Scuole primarie (33 classi con una media di 19,12 alunni per classe).

 

La media complessiva degli alunni per classe nelle scuole primarie dell’Unione è di 20,06 alunni (-0,25 rispetto allo scorso anno).

Il totale degli alunni frequentanti è di 4.508 (-180 ragazzi, in forte diminuzione, rispetto allo scorso anno scolastico) distribuiti in 224 classi (-6 rispetto a un anno fa).

 

Gli alunni con cittadinanza non italiana sono 1.081 (pari al 23,98% del totale, in lieve aumento rispetto al dato dell’anno precedente).

Gli alunni con disabilità certificata sono 225 (4,99% del totale, in aumento rispetto all’anno precedente).

 

 

Scuola secondaria di primo grado

Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2021-2022 sono funzionanti 8 Scuole secondarie di 1° grado, di cui 1 paritaria.

In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:

– a Campogalliano: 1 Scuola secondaria di 1°grado;

– a Carpi: 5 Scuole secondarie di 1° grado, di cui 1 paritaria;

– a Novi di Modena: 1 Scuola secondaria di 1° grado funzionante su due sedi: Novi e Rovereto;

– a Soliera: 1 Scuola secondaria di 1° grado.

 

Il totale degli alunni frequentanti è di 3.206 (+67 ragazzi raffrontando il dato con quello dell’ultimo anno scolastico) in 138 classi (+1 rispetto allo scorso anno), di cui con cittadinanza non italiana 682 (pari al 21,27% del totale degli alunni, in lieve aumento rispetto all’anno scolastico scorso).

Gli alunni con disabilità iscritti sono complessivamente 126, il 3,93% del totale (con un piccolo incremento rispetto all’anno scorso).

 

 

Le scuole secondarie di secondo grado presenti (unicamente a Carpi) sono:

– Liceo Scientifico Statale “Manfredo Fanti”;

– Istituto d’Istruzione superiore “Antonio Meucci”;

– Istituto Professionale Statale per l’industria e l’artigianato “Giancarlo Vallauri”;

– Istituto Tecnico Industriale Statale “Leonardo da Vinci”.

 

Nell’anno scolastico in corso (2021-22), a fronte di 204 (+3) classi presenti, il totale degli studenti è di 4.733 (in ulteriore crescita, +64 ragazzi, nel confronto con il 2020-2021).

Gli studenti con cittadinanza non italiana sono 730 (pari al 15,4% degli alunni, in diminuzione rispetto all’anno scorso).

Gli alunni disabili sono 140 (pari al 3,0% del totale, in aumento rispetto al precedente anno scolastico).

 

Queste le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche Educative e Scolastiche dell’Unione Terre d’Argine, Paola Guerzoni:

“Al di là delle analisi più puntuali che la pubblicazione annuale consente, possiamo evidenziare alcune direttrici interpretative dei dati appena pubblicati:

·         come già anticipato anche questa rilevazione dell’Unione Terre d’Argine avviene durante l’emergenza sanitaria da Covid’19 che, anche per le numerose e progressive disposizioni in materia, ha influenzato e sta influenzando l’organizzazione dell’offerta educativa e scolastica, i servizi connessi, e la scelta delle famiglie;

·         rispetto allo scorso anno e più in generale anche a quelli precedenti, il dato più importante da evidenziare è il forte aumento tasso di scolarizzazione dell’intero sistema territoriale integrato di educazione ed istruzione (bambini da 0 a 6 anni). Numerosi sono i dati positivi che confermano questo: quasi un bambino su due frequenta oggi i servizi alla prima infanzia pubblici e privati per bambini fino a 3 anni (la frequenza del 48% bambini dei residenti dell’Unione è un parametro significativo anche rispetto all’intero quadro nazionale). Infatti, in valori assoluti, 822 bambini frequentanti i nidi d’infanzia (con un saldo positivo annuale di +58) da leggersi insieme anche all’incremento della domanda (che è, in alcuni casi, ancora priva di risposta), non solo anticipa il raggiungimento degli obiettivi europei, dettagliati anche nel PNRR nazionale di progressiva universalizzazione dell’offerta di tutti i servizi d’infanzia, ma evidenzia gli ottimi risultati delle politiche nazionali, regionali e locali di sostegno alle famiglie e di contenimento delle rette per i nidi, sempre più considerati delle famiglie non come servizi di alta qualità cui accedere in caso di necessità, ma quanto mai utili e fruibili. Viene inoltre confermato il numero dei frequentanti le scuole d’infanzia (bambini da 3 a 6 anni), rallentando il trend pluriennale di diminuzione derivante dal decremento demografico (che pare in arresto) e la piena risposta a tutti quelli che chiedono il servizio. Questo primo risultato ci ripaga dai significativi sforzi organizzativi ed economici compiuti dall’Amministrazione per rispettare le norme di prevenzione e di sicurezza nei servizi all’infanzia (maggiore personale, sezioni ‘bolla’, più interventi di pulizia e sanificazione, controlli e accesso separati, etc.) per contenere il più possibile i rischi da contagio e garantire più tranquillità alle famiglie;

·         un dato significativo per tutti gli ordini e gradi di scuola è il limitato numero medio di alunni per classe rispetto ai massimi di legge, soprattutto per le primarie (appena sopra i 20 alunni per classe), ma complessivamente anche per le secondarie di primo e secondo grado (di poco sopra i 23). La scuola dell’Unione si conferma poi inclusiva ed accogliente per tutti i bambini e ragazzi differentemente abili. Grazie all’organico aggiuntivo ministeriale e alla continua collaborazione tra Istituzioni scolastiche ed Ente Locale, è stato infatti possibile predisporre un’offerta compatibile con le vigenti disposizioni anche per la scuola dell’obbligo. Con l’eccezione della scuola superiore, aumenta poi il numero e la percentuale di alunni frequentanti con cittadinanza non italiana;

·         infine, alla scuola primaria si conferma il maggiore calo demografico, mentre alle secondarie, soprattutto quelle di II grado, le dirigenze devono ancora gestire un aumento anche notevole di iscritti (e di una continua e progressiva crescita ormai ultraquinquennale). Una delle sfide più grandi che il Patto per la Scuola, cioè l’intero sistema di istruzione del territorio, deve affrontare per questi livelli di scuola è la ricerca e l’applicazione di una didattica sempre più inclusiva (‘in presenza’), mantenendo un’offerta scolastica primaria e secondaria equilibrata territorialmente, in grado di rispondere con efficacia ai flussi demografici ma ora anche agli effetti dell’emergenza sanitaria; di contrastare i rischi di isolamento, demotivazione, dispersione scolastica e “ritiro sociale” che hanno interessato diversi alunni ed alunne soprattutto delle scuole secondarie, attraverso una proposta di qualità e interessante, ma anche motivante e rispettosa delle esigenze, delle richieste, e delle ‘passioni’ degli alunne/i, che devono essere sempre più centrali e protagonisti nelle loro scuole”.