Grazie a oltre 41 milioni di euro di fondi PNRR nel territorio dell’Ausl di Bologna si realizzeranno 31 interventi strutturali tra Case della Comunità (CdC), Ospedali di Comunità (OdC) e Centrali Operative Territoriali (COT). Il piano degli investimenti interessa tutti i distretti del territorio e prevede in particolare 17 interventi per CdC (24,7 milioni di euro), cinque interventi per OdC (13,5 milioni di euro) e 9 interventi per COT (3 milioni di euro).

 

Questo in sintesi il Piano approvato dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria Metropolitana riunitasi ieri pomeriggio, presieduta dal sindaco Matteo Lepore e alla presenza dei sindaci in rappresentanza dei diversi distretti, dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini e dei rappresentanti di Ausl di Bologna e Imola, Policlinico Sant’Orsola e Ospedale Rizzoli. Il Piano, illustrato oggi alle organizzazioni sindacali, confluirà nella delibera regionale che terrà insieme i progetti di tutti i territori.

“Con l’approvazione di questo Piano compiamo un passo molto importante: ogni distretto avrà una propria struttura di riferimento per le cure intermedie – ha commentato il sindaco metropolitano e presidente della CTSSM, Matteo Lepore –. Nella programmazione degli investimenti abbiamo posto grande attenzione alla sicurezza delle strutture esistenti, e pensato, dove era necessario, a nuovi edifici. Avremo dunque una rete di assistenza territoriale che risponderà meglio alle esigenze dei cittadini e al contempo alleggerirà la pressione sulla rete ospedaliera. Insieme ai sindacati abbiamo condiviso di aprire tavoli di lavoro di merito sul modello di gestione della Case della Comunità e sul futuro della sanità territoriale, anche alla luce del confronto sul programma di mandato”.

La Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi sul territorio. Sarà una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali. Qui sarà presente il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie.

Il piano investimenti prevede una nuova CdC nel quartiere Savena di Bologna, una a San Giovanni in Persiceto e una a Molinella, in sostituzione dell’attuale struttura presso l’ex ospedale. Ampliamenti, riqualificazioni e potenziamenti anche per le Case di comunità Porto-Saragozza, Mengoli, Colombi e Pilastro (distretto città di Bologna); Castenaso e Baricella (distretto Pianura est); Terre d’Acqua e Calderara di Reno (distretto Pianura ovest); Bazzano, Zola Predosa e Sasso Marconi (distretto Reno-Lavino-Samoggia); San Lazzaro di Savena (distretto Savena-Idice); Vergato e Castiglione dei Pepoli (distretto Appennino). Nel distretto Appennino è in fase di ultimazione la nuova Casa della Salute di Vado Monzuno (investimento da 2,5 milioni di euro).

Gli Ospedali di Comunità sono strutture che accolgono pazienti non acuti, ma con richieste assistenziali importanti. Grazie a una maggiore appropriatezza delle cure, queste strutture riducono gli accessi impropri ai servizi ospedalieri come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche.

Il piano investimenti prevede la realizzazione di un Ospedale di Comunità per ogni distretto. A Bologna sarà al Padiglione Palagi dell’ospedale Sant’Orsola. A San Pietro in Casale (distretto Pianura est) si completerà il primo piano della Casa della Salute per avere 18 nuovi posti letto. A San Giovanni in Persiceto (distretto Pianura ovest) si prevedono 20 nuovi posti letto in una struttura che sarà integrata con la nuova Casa di Comunità. A Bazzano (distretto Reno-Lavino-Samoggia) si prevedono 20 nuovi posti, mentre a Loiano (distretto Savena-Idice) saranno 15. Per il distretto Appennino l’ospedale di Vergato è anche OdC, ospitando posti letto dedicati alle cure intermedie.

Le Centrali Operative Territoriali, nascono per coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l’interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza. I fondi stanziati per la realizzazione delle COT prevedono sia quanto necessario alla realizzazione fisica delle centrali sia il loro allestimento in termini di interconnessione e device (dispositivi medici).

Il piano investimenti prevede per il distretto di Bologna città l’attivazione di una Centrale Unica Metropolitana, e di tre COT (Porto-Saragozza, Navile, San Donato-San Vitale). Per il distretto pianura est sarà a San Pietro in Casale, per la pianura ovest a San Giovanni in Persiceto, per Reno-Lavino-Samoggia a Casalecchio di Reno, per l’Appennino a Porretta, per Savena-Idice a San Lazzaro di Savena.

Investimenti anche nel territorio dell’Ausl di Imola. Grazie a 2,9 milioni di euro sarà realizzato il secondo stralcio della Casa della Comunità di Imola. Le CdC di Medicina e Castel San Pietro Terme vedranno invece lavori di manutenzione straordinaria, rispettivamente per 728 mila e 100 mila euro.

Oltre 2milioni di euro saranno impegnati per il miglioramento strutturale e impiantistico dell’Ospedale di Comunità di Castel San Pietro Terme, mentre la realizzazione e l’allestimento della COT di Imola prevede un investimento di circa 459 mila euro.