Palazzo del Principe Foresto (foto: Associazione Dimore Storiche Italiane E-R)

Una giornata da vivere tra storia e arte con l’obiettivo di scoprire la bellezza ed i segreti di alcuni degli edifici più amati dell’intera città di Modena. Sabato 14 maggio, in occasione della Notte Europea dei Musei, l’Associazione Dimore Storiche Italiane apre le porte, dalle 15.30 alle 18.30, di tre importanti strutture tutte situate in Corso Canalgrande: Palazzo Schedoni, Palazzo del Principe Foresto – Prefettura e la Chiesa di San Vincenzo. A fare da guida ai visitatori saranno i ragazzi dell’Istituto Superiore d’Arte Venturi insieme ai loro professori.

“Quella degli immobili storici è una rete unica, dall’immenso valore sociale, culturale ed economico che i proprietari si impegnano quotidianamente a custodire e a valorizzare – racconta Beatrice Fontaine, presidentessa dell’Associazione Dimore Storiche Emilia Romagna – Siamo contenti di aver trovato nel Comune di Modena un partner molto importante che ci permette di mettere in risalto le nostre dimore che, attraverso la propria storia, raccontano alla perfezione l’evoluzione del territorio cittadino. Per noi, la collaborazione con le Istituzioni e gli altri Enti è di grande importanza, in quanto ci permette di mostrare a più persone questi magnifici tesori”.

 

LA STORIA E LE CURIOSITÀ DELLE TRE DIMORE STORICHE DI MODENA APERTE AL PUBBLICO

Costruito come convento nel 1530, Palazzo Schedoni è diventato, con il passare degli anni, il salotto culturale di Modena, come testimoniato anche dalla sua riedificazione come residenza della cantante Caterina Bonfaini. Dopo essere passato in mano al dottor Filippo Spezzani, l’edificio è stato venduto al Marchese Giuseppe Pietro Schedoni. La sua famiglia ha gestito la dimora fino a oltre la metà del secolo scorso, fino alla cessione a un privato che ha trasformato il Palazzo nell’attuale Hotel Canalgrande.

Nelle vicinanze si trova Il Palazzo del Principe Foresto, sede attuale della Prefettura. Costruito come dimora gentilizia, è diventato prima residenza della famiglia Fogliani e poi dimora rinascimentale della casata d’Este, che detenne il palazzo fino all’avvento di Napoleone nel 1796. Da qui in avanti la sua funzione è diventata pubblica come sede della Prefettura.

Nella Chiesa di San Vincenzo, progettata dalla Casa d’Este con il desiderio di realizzare il più importante edificio sacro del Seicento modenese, è possibile invece ammirare il dipinto la “Madonna in trono con San Giovanni Evangelista e San Gregorio Taumaturgo” (1630) di Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino. Di pregevole fattura è anche il tabernacolo che doveva costituire uno dei tanti veicoli artistici attraverso i quali Francesco I d’Este cercava di propagandare la propria immagine di principe ed eroe cristiano, seguendo una politica artistica che emulava quella di Roma e delle grandi capitali europee.