
Lo strumento dei voucher venne fortemente limitato nel 2017 dal Governo Gentiloni a seguito della straordinaria mobilitazione della CGIL. Una mobilitazione che si concretizzo nella raccolta di 1,1 milioni di firme per sottoporre i voucher a referendum abrogativo.
Abbiamo già visto in passato come i voucher si prestino ad un utilizzo distorto e a numerosi e inaccettabili abusi da parte delle imprese, favorendo inoltre il lavoro nero e grigio e comprimendo le retribuzioni e i diritti di lavoratrici e lavoratori.
Non è questa la direzione giusta per lo sviluppo di settori così importanti per l’economia dell’Emilia-Romagna e dell’intero Paese. Non è sicuramente questa la strada per risolvere l’annoso problema del reperimento di manodopera nel turismo e in agricoltura.
Al contrario, la reintroduzione massiccia dei voucher porterebbe verso un ulteriore impoverimento del lavoro ed una sempre minore attrattività dell’occupazione in questi settori. È infatti errato sostenere che con il voucher si assicurano le tutele previdenziali dato che il versamento alla gestione separata Inps (13% contro circa il 33% dei dipendenti) non sarà ovviamente sufficiente a maturare una pensione dignitosa e non copre le minime tutele sociali quali malattia, maternità, indennità di disoccupazione e assegni famigliari. La stessa prevenzione contro gli infortuni, in settori come quello del turismo e agricolo (tra i più a rischio di incidenti anche mortali), viene assolutamente messa a rischio vista la totale mancanza di formazione.
Come organizzazioni sindacali metteremo in campo tutte le iniziative a nostra disposizione per rivendicare la modifica da parte del Parlamento di questa scelta profondamente sbagliata”.
(CGIL Emilia-Romagna, FILCAMS CGIL Emilia-Romagna, FLAI CGIL Emilia-Romagna)

