Un lettino, tre computer e tre biciclette. Per curare e riabilitare, connettere mondi e viaggiare sul territorio. È questa la medesima mission che intreccia le sfide quotidiane dell’equipe dell’Azienda USL di Bologna dedicata al programma “Bambino Cronico Complesso” con il sogno di una giovane ragazza, Alessia, scomparsa prematuramente, ma ancora oggi in grado di continuare a regalare una carezza di conforto ed un sorriso di luce ai bimbi inguaribili che abitano nel bolognese.

 

La storia di Casa Alessia Odv

Alessia, ancora adolescente, ama viaggiare ed è proprio grazie ad Intercultura che approda in Ecuador dove scopre il desiderio di aiutare i bambini più bisognosi. Qui, però, rischia la vita a causa di uno shock anafilattico che la conduce al coma. Non sarà questo evento a sottrarle il sorriso, poiché svegliandosi dal sonno svelerà al papà di voler restituire agli altri la luce dell’esperienza vissuta. A strappare Alessia e la sua mamma dalla vita sarà però un incidente aereo, durante il loro rientro in Italia dall’Ecuador. Tuttavia, pronto a dare ali al sogno della figlia, il papà di Alessia troverà presto la forza per trasformare questo immenso dolore in progetti capaci di far rivivere la gioia del dono, appresa dagli occhi e dall’esperienza della figlia.

Donati un lettino per visite e riabilitazione, 3 computer, 3 biciclette

Una donazione, del valore economico di 15mila euro, nata dalle esigenze concrete dell’equipe di professionisti dell’Azienda USL che si prendono cura ogni giorno di 170 bambini cronici, con patologie gravi, inguaribili: malattie d’organo irreversibili, malattie genetico metaboliche evolutive, cardiopatie congenite inoperabili, gravissimi danni causati da asfissia perinatale, meningiti o conseguenze di traumi irreversibili.

La squadra di professionisti – composta da 4 medici, 6 infermieri, 2 fisioterapisti e 3 logopedisti – viaggia ogni giorno in tutti i Distretti sanitari (dal centro città all’appennino) per portare cure e sollievo a questi bimbi e alle loro famiglie. Un’attività che prevede, da un lato, un approccio multidimensionale finalizzato al miglioramento della qualità di vita di tutto il nucleo famigliare che soffre al fianco del bambino, dall’altro, la stretta collaborazione con altre realtà territoriali come: la scuola, frequentata dalla maggior parte dei piccoli pazienti inguaribili, la Pediatria di Libera Scelta, la Neuropsichiatria Territoriale e la Riabilitazione dell’Età Evolutiva, la Pediatria Territoriale, il Servizio Sociale e il Servizio Infermieristico Domiciliare.

La quotidianità dell’equipe è dunque ripartita tra l’assistenza sul territorio e la cura in ospedale, la connessione di mondi che talvolta possono sembrare distanti (come l’ospedale e la scuola) e il viaggio dall’ospedale al territorio per consentire ad ogni bambino di vivere la propria vita al domicilio.

Uno sforzo impegnativo che oggi riceve un grande sostegno da Casa Alessia Odv la quale attraverso questa donazione continuerà a curare, connettere mondi e viaggiare per il territorio bolognese regalando una carezza ai bambini inguaribili.

Un dono, ancor prima di una donazione, la cui misura risiede nella capacità di chi ancora oggi, al di là della sofferenza vissuta, è in grado di allargare le braccia continuando a far vivere il sogno della figlia che ha perso. Un ponte tra mondi, un gesto di cura, di dedizione, di solidarietà.

(foto Paolo Righi)