Nel 2022 le imprese del comparto artigiano hanno dimostrato una straordinaria resilienza e hanno saputo reagire e fronteggiare gli effetti della crisi energetica. E’ quanto si rileva dall’indagine sulla congiuntura del settore artigiano di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna relativa al 2022 e al quarto trimestre dell’anno.

 

L’artigianato nell’industria.

Nel quarto trimestre 2002 le imprese artigiane della manifattura regionale hanno ottenuto un altro aumento tendenziale della produzione (+1,6 per cento), nonostante un ulteriore sensibile calo del ritmo di crescita rispetto al trimestre precedente. L’attuale livello della produzione è risultato sostanzialmente in linea con quello dello stesso trimestre del 2018.

Con il sostegno delle tensioni sui prezzi, l’andamento del fatturato valutato a prezzi correnti ha continuato ad avere un aumento superiore a quello della produzione (+2,9 per cento). Anche il ritmo della crescita del fatturato estero si è ridotto (+2,4 per cento), ed è risultato inferiore alla dinamica del mercato interno.

Meno confortanti i risultati del processo di acquisizione degli ordini che ha rallentato ulteriormente (+0,8 per cento).

Le settimane di produzione assicurata dalla consistenza del portafoglio ordini sono risultate ancora 8,2, una quota elevata che giustifica l’andamento positivo della produzione. Il grado di utilizzo degli impianti delle imprese è lievemente aumentato con l’aumento dell’attività salendo al 73,5 dal 72,9 per cento, un dato notevole.

 

Il registro delle imprese.

A fine dicembre le attive ammontavano a 26.952 in flessione del 2,6 per cento rispetto alla fine del 2021 (-698 imprese).

Il ritmo con cui si è ridotta la base imprenditoriale artigianale dell’industria è risultato lievemente più rapido di quello del complesso delle imprese dell’industria in senso stretto regionale (-2,4 per cento) che ha segnato una perdita di 1.035 imprese. Appare quindi evidente che le sole imprese artigiane hanno determinato oltre il 65 per cento della diminuzione della base imprenditoriale dell’industria.

La flessione delle imprese artigiane attive è risultata analoga a quella rilevata a livello nazionale (-2,5 per cento).

La tendenza alla diminuzione è stata comune a tutti i settori. E’ stata determinata soprattutto dalla riduzione della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-189 unità, -2,8 per cento) e della moda (-130 imprese, -1,5 per cento), Hanno dato segnali di minore tenuta anche il comparto “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-118 unità, -2,2 per cento) e l’industria alimentare (-105 imprese, -3,5 per cento), e le industrie della ceramica, del vetro e dei materiali per l’edilizia (-3,1 per cento).

Riguardo alla forma giuridica, sono aumentate le società di capitale (+1,9 per cento, +81 imprese) giunte a rappresentare il 16,8 per cento. Si sono ridotte in modo sensibile le società di persone (-335 unità, -4,9 per cento) e hanno subito un calo le ditte individuali (-442 unità, -2,9 per cento).

 

L’artigianato delle costruzioni.

Anche nell’ultimo trimestre del 2022 è proseguita solo leggermente più contenuta la tendenza positiva che caratterizza ormai da 21 mesi l’artigianato delle costruzioni emiliano-romagnolo, grazie alla spinta dei “bonus”, nonostante i limiti di offerta (disponibilità delle imprese, di lavoratori e di materiali), i notevoli incrementi dei listini. Il volume d’affari a prezzi correnti ha fatto registrare un incremento del 4,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021: un risultato che appare ancora più valido visto che è riferito al quarto trimestre 2021 che aveva fatto registrare la più rapida crescita dell’attività dall’avvio della rilevazione congiunturale.

 

Il registro delle imprese.

A fine 2022 la consistenza delle imprese artigiane attive nelle costruzioni è risultata pari a 51.260 unità, è quindi rimasta invariata rispetto a un anno prima. L’andamento della base imprenditoriale è risultato migliore rispetto a quello dell’artigianato delle costruzioni dell’intero territorio nazionale che ha subito una flessione dello 0,5 per cento, ma lievemente peggiore di quello del complesso delle imprese dell’industria delle costruzioni regionale (+0,3 per cento).

Con minime variazioni, le imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati, che è un settore favorito dalle misure di sostegno statali, hanno fatto segnare un lievissimo incremento (+53 unità, +0,1 per cento), mentre dalle attive nella costruzione di edifici è venuto un contributo negativo (-51 unità, -0,7 per cento).

La tendenza positiva è stata determinata dalle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (+0,1 per cento, +53 unità), maggiormente avvantaggiate dagli incentivi introdotti a favore del settore, mentre da quelle attive nella realizzazione di edifici è arrivata una diminuzione (-0,7 per cento, -51 unità).

Osservando la forma giuridica, la crescita è stata determinata dall’incremento delle società di capitali (+10,6 per cento, 419 unità), categoria che costituisce l’8,5 per cento delle imprese artigiane attive nelle costruzioni. Sono diminuite le ditte individuali (-307 unità, -0,7 per cento), le società di persone (-2,3 per cento, -104 unità), e il piccolo gruppo delle cooperative e consorzi segna un rapido aumento (-5,3 per cento).